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15 Marzo 2015 - 15:30
Mignogna su assist di Genchi e Genchi su assist di Mignogna. Ma Taranto-Gallipoli non è tutta qui. Alla fine decide Gabrielloni al 96’.
Non è uno scioglilingua ma il racconto dei tre miniuti, dal 70’ al 73’, che hanno illuso il Taranto che pensava di aver conquistato tre punti preziosissimi per tentare di riagguantare il treno di vertice.
Ed, invece, il Gallipoli, in altri tre minuti dal 86’ all’89’, rimette in parità il risultato gelando il pubblico di casa.
All’ultimo respiro ecco spuntare Gabrielloni che al 96’ fa letteralmente esplodere lo Iacovone.
Un derby difficile. Lo si sapeva anche prima dell’incontro. Lo è stato puntualmente sul campo. Lo Iacovone ha presentato un colpo d’occhio invidiabile con il pubblico delle grandi occasioni a trascinare i rossoblù.
Primo tempo molto combattuto e altrettanto equilibrato. Il Taranto ha spinto, ovviamente di più, ma gli ospiti del Gallipoli hanno retto il colpo, rinserrando le fila e concedendo pochissime conclusioni a rete ai padroni di casa.
Ma il Taranto di oggi non ha perso la pazienza e non si è fatta prendere dalla frenesia. Idee ben chiare anche in panchina con Pierfrancesco Battistini che al 67’ si gioca il jolly che sblocca il match: fuori D’Avanzo (autore comunque di una buona prova) e dentro Mignongna.
E salta subito il banco. Mignogna regala al Taranto velocità, cambio di marcia e verticalizzazioni travolgenti.
Passano solo tre minuti e lo stesso Mignogna recupera un pallone a centrocampo, lo serve a Marsili che prolunga per Genchi che fa un autentico capolavoro mettendo Mignogna nelle condizioni di battere indisturbato. E’ il gol che fa letteralmente esplodere lo Iacovone.
Ma il Taranto non si placa. O meglio, Mignogna non si placa e dopo appena tre minuti, al 73’, restituisce il favore al compagno di squadra con un cross perfetto per la testa di Genchi che sale sull’ascensore e deposita in rete il gol del 2-0 che sembra mettere al sicuro il risultato.
Ma il Gallipoli non ci sta. Ed in tre folli minuti, il Taranto sembra gettare alle ortiche un successo più che meritato: prima Negro e poi Di Maira confezionano due gol che avrebbero steso un toro.
Ma non il Taranto di oggi. Non questo Taranto. Che si riversa in attacco con il coltello tra i denti e con la tarantola nel cuore.
E quando il direttore di gara stava per portare il fischietto alle labbra per decretare la fine del match ecco spuntare l’uomo della Provvidenza: Gabrielloni. Un finale da infarto. Ma i tre punti sono in cassaforte.
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