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INTROSPETTIVO

Viaggio verso l'infinito

di Serenella Maria Siriaco

Bovindo

Bovindo – racconti da leggere, autori da scoprire è la rubrica dedicata a chi desidera far conoscere la propria voce letteraria e condividere il piacere del racconto breve.
Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, Bovindo propone un nuovo racconto, scelto tra autori esordienti e scrittori già affermati, offrendo ai lettori uno sguardo privilegiato sulla narrativa italiana contemporanea: una finestra luminosa da cui osservare il mondo attraverso tante piccole grandi storie.
Gli autori interessati possono inviare all’indirizzo bovindo2025@gmail.com il proprio racconto indicando nome, cognome, luogo di residenza e contatto telefonico. I testi, in lingua italiana e a tema libero, non dovranno superare le quattro pagine (formato A4, file Word). Sono ammessi racconti editi o inediti, senza limiti di genere. Per ulteriori informazioni: cellulare 327 1371380. Bovindo è uno spazio aperto e inclusivo, dove la scrittura respira, il talento si riconosce e ogni voce trova il suo lettore.


Viaggio verso l'infinito

di Serenella Maria Siriaco

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Questo mio racconto nasce da un viaggio davvero particolare che, permettendomi di ammirare uno spettacolo della natura unico e straordinario, mi ha regalato grandi emozioni e la gioia di aver potuto condividerle con persone appena conosciute, riuscendo a creare quel dialogo che, arricchendo lo spirito, rende la nostra esistenza stupenda come una musica, abbellimento della vita.
Spinti dall’entusiasmo, dall’amore per il mare che ci porta a nuotare per ore nell’illusione di andare verso l’infinito in assoluta libertà, mio marito ed io ci siamo recati, insieme ad altri turisti, a Zanzibar, le cui spiagge sono tra le più belle del mondo.
All’arrivo era già sera, ma tutti noi siamo andati di corsa, con grande entusiasmo, sulla spiaggia per ammirare l’oceano Indiano nel suo splendore.
Dinanzi ai nostri occhi apparve uno spettacolo fantastico: la luna piena, con i suoi raggi, accarezzava le onde e, mentre la sabbia in prossimità della riva assumeva un colore verde smeraldo, l’oceano – quasi commosso e smarrito come un timido innamorato – pian piano si ritirava per circa un chilometro, fino a sparire oltre la barriera corallina, facendo emergere dai fondali un deserto di sabbia finissima.
L’indomani, poiché la luna piena influenza il fenomeno delle maree, abbiamo ritrovato ancora il deserto in pieno oceano.
Dapprima abbiamo pensato: “Questa sarebbe la spiaggia più bella del mondo? Che follia! Sarà impossibile fare il bagno!”
Poi abbiamo cercato di cogliere il bello che un tale fenomeno ci offriva e, con i nuovi amici, abbiamo percorso a piedi nudi quell’incredibile deserto emerso all’improvviso.
Ad un tratto abbiamo sentito il rumore delle onde che, spinte dal vento, avanzavano verso la riva in una danza elegante.
Capivamo, così, che l’oceano – poiché la luna era andata via – aveva ripreso la sua forza e iniziava a ricoprire con le sue verdi acque la sabbia dei fondali.
Leggevamo sul viso dei pescatori del luogo la gioia, perché l’acqua, risvegliando le barche addormentate sulla sabbia, consentiva loro di riprendere a remare e a lavorare; nel contempo noi, quasi increduli, iniziavamo a nuotare felici in un oceano dalle acque caldissime.
Per una settimana abbiamo assistito a questo fenomeno, e la cosa più straordinaria era che il colore delle acque rimaneva eternamente verde, fino a confondersi verso l’infinito con l’azzurro intenso del cielo.
Una mattina, dopo aver passeggiato sui fondali, ci siamo seduti con altre coppie sulla morbida sabbia, dando vita – come se fossimo in un salotto – a una conversazione piacevole, nel corso della quale ognuno di noi ha raccontato le proprie storie d’amore e le proprie esperienze di vita.
E mentre parlavamo, distesi sulla sabbia calda, ci rendevamo sempre più conto che eravamo in un oceano senz’acqua, privo della sua vera identità.
Eravamo diventati noi la vera forza dell’oceano, perché i nostri corpi e la nostra mente si erano impossessati della sua anima.
Abbiamo condiviso con i nuovi, simpatici amici, emozioni indescrivibili che ci rendevano felici, e tutti noi abbiamo apprezzato la bellezza di questo viaggio che ci aveva permesso di vedere dal vivo – almeno una volta nella vita – un fenomeno della natura così particolare e suggestivo, dandoci l’illusione di poter per un attimo dominare la natura.
Lo splendore dell’universo, che contemplavo in silenzio, pervasa da un sentimento di serenità, mi induceva a pensare che forse esiste un Creatore, forse esiste il Paradiso.
In verità è molto difficile rispondere a questa domanda che spesso mi pongo.
Penso che la fede sia la sola forza che ci consente di credere nell’aldilà.
Immagino che il Paradiso, se esistesse davvero, dovrebbe avere i colori di questo posto: il verde delle onde, simbolo di speranza in un mondo migliore; l’azzurro intenso del cielo e il rosso del tramonto che allietano l’animo.
Commossa e stupita, ammiravo il cielo nell’illusione di scoprire l’immenso e di sentire nell’animo l’eternità, mentre la mia mente – estasiata dai colori della natura – si perdeva in quelle sfumature d’infinito.
Poi chiudevo per un attimo gli occhi e sognavo di galoppare sulle onde di questo strano oceano in sella a un cavallo bianco che, d’improvviso, quasi per magia, spiccava un grosso balzo fino a raggiungere il Paradiso, dimora di beatitudine, per permettermi di incontrare i miei genitori e di riprendere con loro quel dialogo stupendo che troppo presto la loro morte aveva interrotto.
Era solo un magico sogno!
Devo dire, però, che per me – che, sempre nell’amor cresciuta e legata alle mie radici e ai sentimenti più puri, ancora riesco a dare il giusto valore al magico dono che è la vita – il vero Paradiso è aver goduto, nel corso della mia esistenza, dell’amore datomi dai miei genitori.
È stato un amore così grande da consentirmi di amare, comunque, la vita e il mondo, e di leggere ancora – con gli occhi di una bambina che non vuole perdere le sue illusioni – nelle amicizie sincere, nella natura, nella musica, nella poesia, il bello che esiste e che molti non riescono più ad apprezzare.
Potremmo anche realizzare il Paradiso in terra se tutti riuscissimo a vivere trasmettendo agli altri non solo la nostra cultura e le nostre conoscenze, ma anche il culto delle idee e dei valori più nobili.
Saremmo forse tutti più felici, anche se nulla ci impedirà di continuare a sognare e a volare con la fantasia verso l’infinito.

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