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Bari
14 Aprile 2026 - 07:43
BARI - Un intervento complesso e altamente specialistico ha permesso di asportare una massa tumorale all’avambraccio senza compromettere la funzionalità del nervo e della mano. L’operazione è stata eseguita nella Neurochirurgia dell’ospedale Di Venere della Asl Bari, centro riconosciuto per la gestione delle patologie dei nervi periferici.
Il paziente, un uomo di 60 anni, era arrivato all’attenzione dei medici dopo un lungo periodo di sintomi progressivi. Da circa 2 anni conviveva con una tumefazione all’avambraccio destro, inizialmente poco evidente ma diventata nel tempo sempre più problematica. Con il passare dei mesi erano comparsi disturbi come formicolio, bruciore e una sensazione simile a scariche elettriche irradiate fino alla mano, accompagnati da difficoltà nei movimenti.
Gli accertamenti hanno chiarito la natura del problema. La diagnosi ha evidenziato la presenza di uno schwannoma, tumore benigno del nervo mediano, struttura essenziale per la sensibilità e la motilità della mano. La crescita della massa, superiore ai 3 centimetri, aveva iniziato a compromettere la funzionalità dell’arto.
A eseguire l’intervento è stato il neurochirurgo Roberto Settembre, che ha sottolineato la complessità della procedura. “Si tratta di procedure che richiedono competenze altamente specifiche: lavorare su strutture così delicate significa intervenire con estrema precisione”, ha spiegato, evidenziando come anche minimi errori possano avere conseguenze significative.
Il punto cruciale dell’operazione è stato rappresentato dalla necessità di rimuovere completamente la massa senza danneggiare il nervo. “La sfida non era solo rimuovere la massa ma farlo senza compromettere il nervo. Il tumore si sviluppa a stretto contatto con le fibre nervose, che devono essere identificate, isolate e preservate”, ha aggiunto.
L’intervento è stato condotto con tecniche microchirurgiche avanzate, supportate dal monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, che consente di controllare in tempo reale la risposta del nervo. La rimozione della massa è avvenuta con una dissezione graduale, separando con precisione millimetrica il tumore dalle strutture nervose.
Al termine della procedura, la lesione è stata completamente asportata e il nervo è risultato integro, senza evidenze di deficit neurologici. Un risultato che consente al paziente di mantenere la piena funzionalità della mano.
Gli specialisti ricordano che gli schwannomi sono tumori benigni a crescita lenta, ma che richiedono un intervento quando aumentano di volume o provocano sintomi. La tempestività della diagnosi e il trattamento in centri specializzati risultano determinanti per garantire esiti positivi e preservare la qualità della vita.
L’attività della Neurochirurgia del Di Venere, diretta da Bruno Romanelli, conferma un alto livello di esperienza. Ogni anno vengono eseguiti circa 1.200 interventi, molti dei quali ad elevata complessità, contribuendo a consolidare competenze fondamentali anche nel trattamento delle patologie dei nervi periferici.
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