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Beni confiscati, 13 progetti finanziati in Puglia per il riuso sociale. Ecco quali

Dalla Regione 11 milioni per trasformare immobili sottratti alle mafie in spazi di inclusione e servizi. Decaro: “Dove c’era paura oggi c’è comunità”

BARI - Dalla legalità alla rinascita sociale. Sono 13 i progetti finanziati in tutta la Puglia nell’ambito dell’avviso regionale “Puglia Beni Comuni”, iniziativa che punta a restituire alla collettività gli immobili confiscati alla criminalità organizzata, trasformandoli in luoghi di inclusione e sviluppo.

Le proposte selezionate, scelte tra 34 candidature, sono state presentate in conferenza stampa dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e dall’assessora alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta, insieme ai rappresentanti istituzionali e ai Comuni coinvolti.

Il programma è sostenuto con una dotazione complessiva di 11 milioni di euro, finanziati attraverso il PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, e coinvolge tutte le province pugliesi con una distribuzione diffusa degli interventi.

L’obiettivo è duplice: rigenerare spazi sottratti alle mafie e rafforzare il welfare territoriale, attraverso progetti ad alto impatto sociale. Le iniziative spaziano dalla creazione di servizi socio-educativi al sostegno alla genitorialità, fino alla nascita di centri culturali, strutture di accoglienza e progetti di inclusione per categorie fragili.

Nel dettaglio, i progetti interesseranno diversi territori. A Taurisano sarà realizzato un centro per persone in condizioni di vulnerabilità, mentre a Foggia nascerà uno spazio dedicato alla partecipazione giovanile. A Monteroni si svilupperà un laboratorio sociale legato alla mobilità sostenibile.

Ad Adelfia verranno attivati due gruppi appartamento per donne vittime di violenza e madri con figli, mentre a Ostuni sarà creato un centro per anziani. A Trepuzzi spazio a interventi assistiti con animali, mentre a Ruvo di Puglia sorgerà un centro per l’accoglienza dei lavoratori stagionali.

Nel capoluogo Bari è prevista la realizzazione di uno spazio civico multifunzionale, mentre a Melendugno nascerà una struttura tecnologica per la vita indipendente delle persone con disabilità. Altri interventi riguarderanno Martina Franca, con un hub per le arti e l’innovazione, Fasano con un progetto legato alla blue economy, Trani con servizi per la genitorialità e Brindisi con una struttura per l’inclusione lavorativa.

Il presidente Antonio Decaro ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa. “Oggi sigliamo un patto di collaborazione profondo e simbolico”, ha dichiarato, ricordando anche i 30 anni della legge 109 del 1996 sul riuso sociale dei beni confiscati. “Dove prima c’era controllo del territorio, oggi c’è apertura. Dove c’era esclusione, oggi c’è inclusione”, ha aggiunto.

Decaro ha evidenziato come il percorso sia frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, enti locali e associazioni. “I beni confiscati non sono semplici immobili, ma luoghi simbolici che raccontano una storia che può essere riscritta”, ha spiegato.

Sulla stessa linea l’assessora Silvia Miglietta, che ha ribadito il ruolo della Regione nel contrasto alla criminalità organizzata. “Con questi progetti attiviamo percorsi di rigenerazione sociale e urbana che segnano un cambiamento reale nelle comunità”, ha affermato, ricordando anche l’impegno su ulteriori bandi dedicati all’antimafia sociale.

Il valore della collaborazione istituzionale è stato evidenziato anche da Francesco Zaccaria, sindaco di Fasano e rappresentante di ANCI Puglia. “La sinergia tra Stato, Regione e Comuni può cambiare la storia delle comunità”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di restituire funzione sociale a spazi inutilizzati.

Un richiamo al ruolo educativo e culturale è arrivato anche da Avviso Pubblico e Libera. “È fondamentale coinvolgere i giovani e far comprendere il valore della legalità attraverso questi luoghi”, è stato ribadito nel corso dell’incontro, evidenziando l’importanza della partecipazione civile.

Un progetto che va oltre il recupero fisico degli immobili, puntando a trasformare i beni confiscati in presidi di comunità, capaci di generare inclusione, opportunità e consapevolezza nei territori.

I progetti finanziati

-          Taurisano (LE) – Centro di accoglienza e supporto per soggetti vulnerabili – €480.000

-          Foggia (FG) – “Campanelli di legalità”, spazio sociale multifunzionale – €1.000.000

-          Monteroni (LE) – Laboratorio sociale legato alla mobilità sostenibile – €990.000

-          Adelfia (BA) – “La stazione delle farfalle”, housing per donne e minori – €400.162,02

-          Ostuni (BR) – Centro sociale e culturale per anziani – €980.000

-          Trepuzzi (LE) – Struttura per interventi assistiti con animali – €1.000.000

-          Ruvo di Puglia (BA) – Centro polifunzionale per lavoratori stagionali e inclusione – €1.000.000

-          Bari (BA) – “Progetto Cicala”, presidio civico e culturale – €980.000

-          Melendugno (LE) – Casa domotica per la vita indipendente delle persone con disabilità – €600.000

-          Martina Franca (TA) – Hub per arti performative e innovazione sociale – €1.000.000

-          Fasano (BR) – Progetto “A-MARE”, inclusione sociale legata alla blue economy – €630.000

-          Trani (BAT) – Centro per genitorialità e mediazione familiare – €625.000

-          Brindisi (BR) – Recupero Villa Ferrero per inclusione sociale e lavorativa – €1.000.000

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