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CIA Puglia, Sicolo confermato presidente: “Agricoltura strategica ma servono interventi urgenti”. Le foto

Dati, criticità e prospettive al centro dell’assemblea elettiva: tra emergenze Xylella, clima e costi crescenti

BARI - Continuità alla guida di CIA Agricoltori Italiani di Puglia. Gennaro Sicolo è stato riconfermato presidente per i prossimi 4 anni, al termine dell’assemblea elettiva che si è svolta giovedì 2 aprile all’Hotel Parco dei Principi di Bari. La rielezione è avvenuta per acclamazione, nel corso dell’incontro che ha portato anche al rinnovo degli organismi dirigenti dell’organizzazione.

Nel corso della sua relazione, Sicolo ha tracciato un quadro dettagliato dello stato dell’agricoltura pugliese, evidenziando punti di forza e criticità in un contesto definito tra i più complessi degli ultimi anni, segnato dall’aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali. Un’analisi che ha messo in luce il ruolo centrale del comparto primario nell’economia regionale, ma anche le difficoltà crescenti che stanno mettendo a dura prova imprese e lavoratori.

I numeri confermano il peso strategico del settore. La Puglia si attesta tra le principali regioni italiane per l’agricoltura, con una produzione che raggiunge circa 4,4 miliardi di euro, rappresentando il 25% del PIL regionale e garantendo occupazione all’8,4% dei lavoratori. Tuttavia, questo primato convive con segnali preoccupanti. Negli ultimi 10 anni, infatti, la regione ha perso un terzo delle imprese agricole, mentre continua a registrarsi una significativa carenza di manodopera. A ciò si aggiunge un problema strutturale legato al ricambio generazionale: solo il 6,8% dei capi azienda ha meno di 40 anni, a fronte di una media nazionale del 9,5%.

Tra le questioni più rilevanti resta quella legata all’olivicoltura. “La Puglia produce il 51% dell’olio d’oliva italiano, ma esporta 4 volte di meno della Toscana”, ha sottolineato Sicolo, indicando un margine di crescita ancora ampio. Il presidente ha richiamato l’urgenza di intervenire nelle aree colpite dalla Xylella, chiedendo strumenti concreti per il rilancio del settore. “Servono un Piano Olivicolo pienamente operativo e un Piano Straordinario anti-Xylella che investa 2 miliardi per ricerca, prevenzione e reimpianti”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di chiudere definitivamente una crisi che dura da 13 anni.

Accanto alla Xylella, il comparto deve fare i conti con gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Eventi estremi, dissesto idrogeologico e manutenzione insufficiente del territorio stanno incidendo in modo significativo sulla produttività agricola. Anche il settore cerealicolo, pur registrando alcuni passi avanti con l’avvio della CUN e delle misure di Granaio Italia, necessita di ulteriori interventi. “Servono più controlli, trasparenza e tracciabilità per tutelare il lavoro dei cerealicoltori”, ha ribadito Sicolo.

Resta inoltre il nodo della distribuzione del valore lungo la filiera, con un forte squilibrio a favore della grande distribuzione organizzata, mentre all’orizzonte si profilano ulteriori criticità legate ai tagli alla PAC e agli effetti degli accordi internazionali come il Mercosur.

Sul fronte della gestione delle risorse idriche, le recenti piogge hanno temporaneamente attenuato i timori di una crisi simile a quella del 2025, ma la situazione resta delicata. “Serve una visione strategica sulla gestione dell’acqua e del fabbisogno irriguo”, ha spiegato il presidente, richiamando la necessità di rendere pienamente operativi i consorzi e di intervenire con infrastrutture adeguate e manutenzione del territorio.

Altro tema centrale è quello del cosiddetto contributo 630, per il quale CIA Puglia chiede da tempo misure di alleggerimento per le aziende. “Occorre un saldo e stralcio delle cartelle pregresse e nuovi piani di bonifica”, ha evidenziato Sicolo.

In chiusura, forte il richiamo alla necessità di affrontare in modo strutturale le emergenze legate al clima e alla sicurezza del territorio. “Quanto accaduto in questi giorni, con allagamenti, frane e cedimenti di strade e ponti, è inaccettabile”, ha concluso, indicando come priorità interventi concreti su manutenzione dei corsi d’acqua, pulizia dei canali e opere di riassetto idrogeologico.

Un’agenda fitta di sfide per il prossimo mandato, in un settore che resta pilastro dell’economia pugliese ma che chiede risposte rapide e coordinate per affrontare il futuro.

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