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Taranto

Spazi degradati e immobili abbandonati, “Serve una svolta sulla rigenerazione urbana”. Le foto

Dal caso dell’ex Hotel Palace alle criticità del Borgo, il Presidente di Confcommercio Giuseppe Spadafino sollecita interventi concreti e l’uso degli strumenti normativi

TARANTO - La riqualificazione degli spazi urbani e il recupero degli immobili abbandonati tornano al centro del dibattito cittadino, con particolare attenzione alle aree più degradate. A rilanciare il tema è il presidente provinciale di Confcommercio Taranto, Giuseppe Spadafino, che interviene dopo il recente richiamo dell’amministrazione comunale nei confronti della proprietà dell’ex Hotel Palace in viale Virgilio.

L’edificio, da tempo in stato di abbandono, rappresenta secondo Confcommercio una delle criticità più evidenti della città. Situato in una delle arterie principali, l’immobile viene indicato come un elemento che incide negativamente sull’immagine urbana e sulla sicurezza. Spadafino giudica positivo l’intervento del Comune, ma sottolinea la necessità di tempi rapidi per la riqualificazione. In vista dei Giochi del Mediterraneo in programma ad agosto, viene evidenziata l’urgenza di ridurre almeno l’impatto visivo della struttura.

Il caso di viale Virgilio non è isolato. Il presidente di Confcommercio richiama l’attenzione su altre situazioni diffuse soprattutto nel Borgo, dove persistono numerosi immobili e spazi in condizioni di abbandono. Tra gli esempi citati, l’area tra via Principe Amedeo e via Duca degli Abruzzi, descritta come una zona da anni in stato di incuria, con erba alta e utilizzi impropri.

Secondo Spadafino, gli enti locali dispongono già di strumenti efficaci per intervenire. “I Comuni hanno a disposizione strumenti normativi ed amministrativi per supportare interventi mirati e pianificare progetti che permettano di riqualificare spazi e riattivare immobili degradati”, afferma, indicando tra le possibili misure sia interventi più incisivi sia azioni di incentivo.

Tra le soluzioni richiamate vi sono forme di pressione sui proprietari, come l’aumento della tassazione sugli immobili inutilizzati, obblighi di manutenzione e, nei casi più gravi, anche l’esproprio. Accanto a queste, Spadafino evidenzia strumenti meno rigidi, come il riutilizzo temporaneo degli spazi attraverso concessioni a realtà associative, iniziative culturali o attività economiche emergenti.

Il fenomeno dei locali sfitti, soprattutto nel centro cittadino, viene descritto come in crescita, anche a causa della chiusura progressiva delle attività di vicinato. Spazi commerciali lasciati vuoti e spesso abbandonati contribuiscono, secondo Confcommercio, a generare un effetto negativo sull’intero contesto urbano.

Emblematico, in questo senso, il caso di piazza Immacolata, dove alcune attività convivono con vetrine dismesse e allestimenti ormai deteriorati. Una situazione che, oltre a incidere sull’immagine complessiva dell’area, penalizza il commercio e riduce il valore percepito degli spazi pubblici.

Su questo punto, Spadafino richiama la necessità di un intervento diretto nei confronti dei proprietari. “Dovrebbe scattare l’obbligo verso i proprietari degli immobili di ripristinare il decoro”, sottolinea, ricordando che il Comune dispone di strumenti per imporre interventi di pulizia e, se necessario, applicare sanzioni.

Il tema della rigenerazione urbana viene infine inquadrato come una sfida complessa che richiede una visione organica. “Il tema della rigenerazione degli spazi urbani richiede un approccio sistemico che ci auguriamo divenga un asset dell’amministrazione Bitetti”, conclude Spadafino, ribadendo la disponibilità di Confcommercio a collaborare con l’ente pubblico.

L’appello finale è rivolto alla necessità di agire senza ritardi, utilizzando tutti gli strumenti disponibili per migliorare lo stato degli spazi urbani e restituire decoro e funzionalità alla città.

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