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Bari
25 Marzo 2026 - 15:27
BARI - Un luogo dedicato al dialogo, alla responsabilità e alla ricostruzione dei rapporti sociali dopo un reato. È stato inaugurato questa mattina, in via Toti 1, il Centro per la giustizia riparativa di Bari, una struttura che segna un cambio di prospettiva nel modo di intendere la giustizia sul territorio.
Alla cerimonia hanno partecipato le principali autorità civili e militari. Tra gli interventi, quello del sindaco Vito Leccese, del viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, collegato da Roma, della direttrice dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna Valeria Pirè e della direttrice scientifica della cooperativa C.R.I.S.I. Anna Coppola De Vanna.
Il Centro nasce con l’obiettivo di affiancare il sistema penale tradizionale attraverso percorsi che coinvolgono direttamente vittime, autori di reato e comunità, favorendo la ricomposizione delle fratture generate dai comportamenti illeciti. Si tratta di un approccio volontario che punta alla riparazione del danno, alla responsabilizzazione e all’ascolto.
L’accesso è garantito alle vittime, che possono rivolgersi direttamente alla struttura o tramite il proprio legale, e agli autori di reato, su disposizione dell’autorità giudiziaria o su indicazione dei servizi competenti.
Il sindaco Vito Leccese ha sottolineato il valore dell’iniziativa nel contesto nazionale. “Oggi inauguriamo uno dei 36 centri attivati nel Paese, frutto della collaborazione tra istituzioni e Terzo settore”, ha dichiarato, evidenziando come la città compia un passo significativo verso una giustizia più inclusiva.
Il primo cittadino ha ribadito che la giustizia riparativa non sostituisce quella tradizionale, ma la integra. “Offre uno spazio di ascolto e riconciliazione che permette di ricucire le fratture sociali”, ha spiegato, richiamando l’importanza di accompagnare i percorsi anche con interventi di cura e supporto.
L’istituzione dei centri è prevista in ogni distretto di Corte d’Appello, con il compito di coordinare i programmi e garantire livelli essenziali di servizio, in collaborazione con enti locali, servizi sociali e autorità giudiziarie. Nel caso di Bari, la scelta del Comune come soggetto gestore è maturata nella conferenza locale del 28 maggio 2025, sulla base delle competenze e delle risorse disponibili.
Il percorso amministrativo è proseguito con l’approvazione del protocollo d’intesa da parte della giunta comunale a settembre e la firma definitiva il 23 ottobre 2025. La gestione operativa è stata affidata alla cooperativa C.R.I.S.I. attraverso un processo di co-progettazione.
Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Giustizia con 224.000 euro, a cui si aggiungono 6.000 euro messi a disposizione dal Comune per la gestione delle attività. Tra queste rientrano la mediazione tra autore e vittima, percorsi di dialogo guidato, iniziative di sensibilizzazione e programmi di inclusione sociale.
Il Centro ha già avviato le proprie attività il 16 febbraio e, nelle prime settimane, ha preso in carico 10 nuovi casi, alcuni provenienti anche da altre province. Considerando anche la fase sperimentale svolta nell’ultimo anno, sono 38 gli autori di reato coinvolti nei percorsi.
Un progetto che si propone di incidere non solo sul sistema giudiziario, ma anche sul tessuto sociale, introducendo un modello che punta a trasformare il conflitto in occasione di ricomposizione e crescita collettiva.
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