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Il caso
19 Febbraio 2026 - 15:40
MARTANO - Il progetto del parco eolico denominato “Lecce” entra nella fase decisiva dell’iter autorizzativo e accende il confronto politico e territoriale nel cuore della Grecìa Salentina. A intervenire è il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo di Fratelli d’Italia, che sollecita la Regione Puglia a esprimersi apertamente sull’opera e a confrontarsi con le amministrazioni locali coinvolte.
Il piano prevede la realizzazione di 11 torri eoliche alte fino a 200 metri, con pale dal diametro superiore a 80 metri, da collocare tra i territori di Carpignano Salentino, Calimera e Martano. A queste strutture si affiancherà un collegamento elettrico lungo 41 chilometri, destinato ad attraversare anche i comuni di Zollino, Melendugno e Martignano, interessando aree agricole, zone di pregio ambientale e territori prossimi a siti archeologici.
Il consigliere annuncia di aver chiesto la convocazione urgente di un’audizione in Commissione Ambiente con il presidente della Regione, l’assessora competente e il dirigente della sezione autorizzazioni ambientali, alla presenza dei sindaci dei comuni interessati. «La Regione si schieri con il territorio contro il progetto dell’impianto eolico “Lecce”, arrivato a una fase cruciale della procedura autorizzativa», afferma.
Secondo Pagliaro, la popolazione teme conseguenze sull’economia locale e sulla qualità della vita. «La popolazione è fortemente preoccupata di dover subire quest’ennesimo sfregio al territorio», sottolinea, richiamando possibili effetti sulla vocazione agricola e turistica dell’area e sui residenti anche per l’impatto acustico e la presenza delle linee ad alta tensione.
Il tema è stato affrontato anche durante un incontro pubblico svoltosi a Martano, al quale il consigliere ha partecipato. In quell’occasione, spiega, è emersa una convergenza diffusa sulla tutela del paesaggio. «Ho constatato che è condivisa da tutti la mia linea di difesa del territorio da progetti scriteriati», dichiara, ricordando una battaglia portata avanti da anni contro la diffusione indiscriminata di impianti energetici.
Pagliaro ritiene che gli impianti da fonti rinnovabili debbano essere collocati in contesti già compromessi. «Impianti che si dovrebbero installare nelle zone sin, sui tetti di capannoni e imprese e nei terreni già compromessi, e non come elefanti in una cristalleria», afferma.
Il consigliere esprime inoltre perplessità sui tempi della procedura autorizzativa. «Non possiamo accettare una procedura accelerata, perché riduce il tempo per studiare le carte e per presentare osservazioni», osserva, chiedendo chiarezza sui criteri con cui l’area è stata ritenuta idonea.
L’iter prevede ora il parere di valutazione di impatto ambientale a livello ministeriale e successivamente il passaggio all’Autorizzazione Unica regionale. Su questo punto Pagliaro sollecita una decisione esplicita da parte della Regione. «La Regione non potrà più nascondersi, dovrà uscire allo scoperto», conclude, annunciando che in audizione verrà richiesta piena chiarezza sulla posizione dell’amministrazione regionale.
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