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Bari

Natuzzi, confronto in Regione: lavoro al centro e regole chiare

La Regione Puglia ribadisce il sostegno all’azienda nei limiti normativi. Salvaguardia dell’occupazione priorità non negoziabile. Atteso un nuovo progetto industriale da condividere con i sindacati

BARI - La disponibilità della Regione Puglia ad affiancare Natuzzi nella fase di difficoltà economica resta ferma, ma deve muoversi entro un perimetro ben definito di regole e strumenti consentiti. È questo il messaggio emerso nel corso dei tavoli tecnici convocati dalla task force Occupazione, guidata da Leo Caroli, durante i quali si è svolto un confronto diretto tra istituzioni regionali e azienda.

A chiarire la posizione della Regione è stato l’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio, che ha spiegato come gli incontri siano serviti a definire con precisione il quadro di riferimento. “La volontà di accompagnare Natuzzi è forte, ma il supporto regionale può avvenire solo nei confini normativi esistenti”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di evitare “equivoci o aspettative non realistiche” attraverso un confronto tecnico trasparente.

Ai tavoli hanno partecipato dirigenti e funzionari degli assessorati allo Sviluppo economico e al Lavoro, insieme ad Arpal e Puglia Sviluppo, con la presenza dell’azienda guidata dal fondatore Pasquale Natuzzi. L’obiettivo è stato approfondire gli strumenti regionali disponibili a sostegno dell’occupazione e valutare percorsi utili a un rilancio considerato solido e sostenibile.

Nel suo intervento, Di Sciascio ha ribadito che la tutela del lavoro rappresenta una linea invalicabile per la Regione. “La priorità è la salvaguardia dell’occupazione, un principio non negoziabile”, ha affermato, aggiungendo che ogni misura deve avere come obiettivo centrale la difesa dei lavoratori. L’assessore ha inoltre richiamato il tema della qualità dell’occupazione, precisando che non basta creare posti di lavoro se questi non sono dignitosi e stabili. “Il lavoro deve essere di qualità, non precario né relegato in condizioni inaccettabili”, ha rimarcato.

Nel riconoscere la complessità della fase economica e i cambiamenti rapidi che attraversano il mercato globale, Di Sciascio ha confermato l’impegno dell’amministrazione regionale, già dimostrato anche dal presidente Michele Emiliano, a rimanere al fianco dell’azienda. Allo stesso tempo, ha ribadito che “i paletti entro cui possiamo muoverci devono essere chiari”, nel rispetto di regole valide per tutti e della storia di un’impresa che da piccola realtà imprenditoriale è diventata un gruppo di rilievo internazionale.

A fare il punto al termine dei lavori è stato il presidente del Sepac, Leo Caroli, che ha annunciato l’impegno assunto dall’azienda a elaborare nuove linee guida per un progetto industriale da presentare alle organizzazioni sindacali. Un piano che, nelle intenzioni emerse al tavolo, dovrà includere proposte su innovazione, ricerca e ottimizzazione dei processi produttivi.

Caroli ha inoltre indicato due elementi ritenuti essenziali nel confronto con i vertici aziendali. “Non è possibile chiudere i 2 stabilimenti e non si può abbandonare il progetto di reshoring”, ha sottolineato. Sul fronte delle politiche del lavoro, la Regione, in accordo con Arpal, ha illustrato le misure attive e passive disponibili, considerate utili sia per sostenere eventuali incentivazioni all’esodo sia per accompagnare percorsi di ricollocazione professionale.

Il tavolo ha infine confermato la necessità di un incontro urgente con i sindacati per riprendere il confronto nel merito delle proposte. In questa direzione, è già fissata per il 27 gennaio una riunione tra Regione e organizzazioni sindacali, finalizzata a fare il punto della situazione e a preparare il tavolo plenario, nel quale Natuzzi presenterà le nuove linee guida prima della cabina di regia prevista a Roma.

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