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Taranto

Vestas Italia, lavoratori in sciopero contro il trasferimento a Melfi. Le foto

Cancellate le attività da Taranto, presidio e mobilitazione davanti allo stabilimento: coinvolti circa 40 addetti

TARANTO - Prosegue senza interruzioni la protesta dei lavoratori dello stabilimento Vestas Italia contro la scelta aziendale di spostare magazzino, training center e attività di riparazione delle pale eoliche da Taranto a San Nicola di Melfi, in Basilicata, con decorrenza fissata all’1 marzo. Davanti ai cancelli dello stabilimento continua il presidio, accompagnato dallo sciopero, che coinvolge complessivamente circa 40 lavoratori.

Alla base della mobilitazione c’è la richiesta, avanzata da Fiom e Uilm, di aprire un confronto reale con l’azienda. I sindacati chiedono relazioni industriali corrette e la disponibilità a valutare soluzioni alternative al trasferimento, ritenuto penalizzante sia per i lavoratori sia per il territorio. Una posizione che si riflette anche nei messaggi esposti all’ingresso dello stabilimento, dove campeggiano striscioni che parlano di “licenziamento mascherato” e rivendicano il legame con Taranto, ribadendo che i lavoratori non sono numeri.

Dopo le 2 ore di sciopero proclamate martedì, è stato attivato un ulteriore pacchetto di 12 ore, concentrate nelle ultime 4 ore di ciascun turno e distribuite da mercoledì fino a oggi. Le organizzazioni sindacali hanno annunciato che le prossime ore di sciopero saranno definite giorno per giorno e comunicate dalla RSU in base all’evoluzione della vertenza.

Intanto è già fissato un nuovo passaggio assembleare. Lunedì 19 gennaio è stata convocata un’assemblea dei lavoratori della durata di 2 ore, durante la quale verranno valutate e decise le prossime iniziative di mobilitazione, nel tentativo di contrastare una decisione che rischia di avere ricadute pesanti sull’occupazione locale.

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