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Taranto

Lavori sul lungomare, il M5S denuncia degrado e chiede chiarezza sui controlli

Il Gruppo territoriale parla di danni al patrimonio storico e di gravi carenze nella gestione del cantiere. Annunciata una richiesta di accesso agli atti

TARANTO - Il Movimento 5 Stelle di Taranto torna a puntare i riflettori sui lavori di riqualificazione del lungomare cittadino, segnalando una persistente mancanza di controllo nell’area di cantiere. A sollevare la questione è il gruppo territoriale, su proposta di Carmine Di Gregorio, che definisce la situazione attuale in netto contrasto con il valore simbolico e identitario di uno dei luoghi più amati dai tarantini, più volte celebrato anche in ambito storico e artistico.

Secondo quanto denunciato, il tratto interessato dagli interventi si presenterebbe oggi in uno stato profondamente degradato, con rotture degli antichi cordoli in pietra, lesioni diffuse e danneggiamenti lungo l’intero cantiere. Elementi che, a giudizio del Movimento, sarebbero riconducibili a un utilizzo poco attento dei mezzi meccanici. A questo si aggiungono condizioni di sporcizia e disordine, con accumuli di terriccio lasciati per periodi prolungati lungo la scarpata senza adeguati interventi di sistemazione.

Particolarmente grave viene ritenuta la scelta di tagliare un tratto della ringhiera originaria, considerata parte integrante del patrimonio storico urbano. Un intervento che, secondo il M5S, rappresenta uno sfregio diretto all’identità della città e si inserisce in una prassi già vista, nella quale sotto la definizione di riqualificazione si finisce per alterare o distruggere arredi urbani storici, invece di tutelarli e valorizzarli.

La vicenda, sottolinea il gruppo territoriale, mette in luce un problema ancora più ampio, legato alle criticità nella programmazione, nella progettazione e nei controlli di un’opera pubblica di rilievo. Da qui una serie di interrogativi che vengono posti all’amministrazione: chi risponde di eventuali errori progettuali, sottovalutazioni e carenze nei controlli; per quale motivo, dopo mesi di ritardi e persino ipotesi di abbandono del cantiere da parte dell’impresa esecutrice, si sarebbe arrivati a un ulteriore esborso di oltre 200.000 euro di risorse pubbliche.

Il Movimento chiede inoltre di chiarire se le difficoltà incontrate derivino da un progetto esecutivo giudicato lacunoso, che avrebbe inciso fin dall’inizio sullo slittamento dei lavori, e perché tale progetto non sarebbe stato contestato prima dell’avvio del cantiere. Questioni che, secondo il M5S, chiamano in causa non solo il livello politico, ma anche la Direzione Ambiente e i tecnici responsabili delle attività di controllo e vigilanza.

Alla luce di queste criticità, il gruppo territoriale annuncia la presentazione di una formale richiesta di accesso agli atti, ritenendo che dall’analisi della documentazione possano emergere responsabilità precise a carico di più soggetti. Per il Movimento, la riqualificazione del lungomare non può concludersi senza chiarimenti, perché i cittadini hanno diritto a trasparenza, tutela del patrimonio urbano e rispetto delle risorse pubbliche.

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