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Il fatto
07 Gennaio 2026 - 11:10
BRINDISI - Campi trasformati in veri e propri bacini d’acqua, semine compromesse e colture danneggiate. È il quadro che emerge nel territorio brindisino dopo l’ultima ondata di maltempo, aggravata, secondo Coldiretti Puglia, dalla mancata pulizia delle reti e dei canali di scolo gestiti dai consorzi di bonifica.
I tecnici dell’organizzazione agricola parlano di “trappola climatica delle false primavere”, un fenomeno che si sta manifestando in un inverno segnato da repentini sbalzi di temperatura, preceduti da un autunno particolarmente mite. In Puglia si registra così un vero cortocircuito climatico: da un lato nubifragi violenti e improvvisi che allagano i terreni, dall’altro piante già in fioritura, come le mimose, sbocciate addirittura a dicembre, con largo anticipo rispetto alla tradizionale data dell’8 marzo.
Nel Brindisino, spiegano da Coldiretti, la situazione è resa ancora più critica dalla scarsa manutenzione dei canali di bonifica, che impedisce il corretto deflusso delle acque piovane. Il risultato è devastante per le aziende agricole, con terreni sommersi e coltivazioni già in fiore esposte al rischio di improvvise gelate.
Secondo l’organizzazione, la pulizia di fossi e canali e la gestione efficiente di dighe e impianti irrigui non possono essere considerate attività opzionali, ma rappresentano un servizio essenziale. Coldiretti Puglia chiede interventi urgenti sulle opere di bonifica, sottolineando come la mancanza di manutenzione produca danni ricorrenti e finisca per scaricare oneri impropri sui consorziati, senza risolvere i problemi strutturali.
I dati climatici confermano l’anomalia. A novembre 2025 la temperatura media massima in Puglia si è attestata intorno ai 18,6°C, leggermente superiore ai valori storici, mentre a dicembre 2025 la media massima ha raggiunto 16,1°C, oltre la media di riferimento. Un andamento che ha favorito uno sviluppo vegetativo anticipato, rendendo però le colture estremamente vulnerabili al gelo.
Le gelate, avverte Coldiretti, possono colpire duramente le coltivazioni invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli. Queste ultime resistono anche a temperature sotto lo zero, ma abbassamenti repentini della colonnina di mercurio o gelate prolungate possono provocare danni significativi. A ciò si aggiunge un aumento dei costi di produzione: per le operazioni colturali, gli agricoltori si trovano ad affrontare rincari fino al 50%, in una fase già complessa per la tenuta economica delle aziende.
Coldiretti Puglia sottolinea come il mondo agricolo stia già facendo la propria parte, investendo nell’uso razionale dell’acqua, in sistemi di irrigazione a basso impatto e in colture meno idro-esigenti. Tuttavia, l’acqua resta una risorsa indispensabile per la sopravvivenza del territorio, la produzione alimentare e la competitività dell’intero comparto.
Di fronte a una progressiva tropicalizzazione del clima, l’organizzazione ribadisce la necessità di raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile nei momenti di emergenza. La richiesta finale è chiara: servono interventi strutturali di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo delle risorse idriche, potenziando la rete degli invasi, realizzando nuovi bacini e utilizzando anche ex cave come serbatoi per la raccolta delle acque piovane, per proteggere l’agricoltura e il futuro del territorio pugliese.
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