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Bari

Antonio Decaro si tuffa nel nuovo anno. Il video

Ieri il rito collettivo del bagno di capodanno. Qualche ora prima il messaggio rivolto non a tutti i pugliesi: auguri selettivi, tra richiami alla dignità, all’ambiente e al rispetto delle persone

BARI –Anche quest'anno tradizione rispettata per il Governatore eletto Antonio Decaro: il tuffo nelle gelide acque di Bari. Un rito collettivo che anche quest'anno ha richiamato centinaia di persone per celebrare il rapporto di Bari con il suo mare.

E per il Governatore che il prossimo 7 gennaio riceverà ufficialmente l'incarico di guidare la Puglia si tratta di un momento rigenerante in vista dei prossimi impegni che lo assorbiranno completamente. Solo qualche ora prima aveva rivolto un lungo messaggio video ai Pugliesi: un augurio di buon anno che non è rivolto a tutti, ma che intende marcare una linea netta sui valori. 

Decaro apre il suo intervento spiegando le ragioni di questa scelta e rivolgendo un augurio a chi ha fede e a chi non ce l’ha, prendendo invece le distanze da chi si definisce cristiano ma, nei comportamenti, si accanisce contro i più deboli, gli ultimi e gli stranieri, dimenticando che la misericordia non conosce confini, etnie o colore della pelle.

Nel suo discorso, l’ex sindaco di Bari dedica parole di apprezzamento a chi ogni giorno compie piccoli gesti per la tutela dell’ambiente, utilizza i mezzi pubblici, risparmia l’acqua e differenzia i rifiuti. Al contrario, esclude dai suoi auguri chi continua a negare i cambiamenti climatici e a inquinare senza preoccuparsi delle conseguenze future.

Un passaggio è riservato anche al funzionamento della macchina pubblica. Decaro augura buon anno a chi garantisce i servizi pubblici anche nei giorni di festa, ricordando che pubblico significa di tutti e di ciascuno, mentre nega gli auguri a chi considera lo Stato un avversario da ingannare o sfruttare.

Nel videomessaggio trova spazio il tema del lavoro e della dignità. L’augurio va a chi fatica ad arrivare a fine mese ma continua a difendere il proprio posto di lavoro con dignità, mentre viene escluso chi quella dignità la calpesta, approfittando della disperazione altrui per ricattare o sfruttare.

Decaro si sofferma anche sul confronto pubblico, rivendicando il valore del dibattito delle idee. Buon anno, nelle sue parole, a chi difende le proprie posizioni con argomenti e confronto anche aspro, ma non a chi ricorre a insulti, aggressioni e calunnie, spesso nascosto dietro profili falsi.

Nel finale, il presidente eletto rivolge l’augurio a chi farà la propria parte per rendere il mondo un posto migliore, assicurando il proprio impegno personale senza risparmiarsi. Agli altri, spiega, non augura un buon anno, perché se il 2026 non lo sarà per chi vive di privilegi, egoismi e illegalità, allora significherà aver restituito spazio alla giustizia.

Da questa convinzione nasce la conclusione del messaggio: solo così, afferma Decaro, il 2026 potrà essere davvero un buon anno per la Puglia, per l’Italia e per il mondo.

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