Cerca

Cerca

Speciale Salute

Tumori al seno, curarsi al Sud

Una rete tra Bari, Napoli e Rionero punta a ridurre i viaggi della speranza per il tumore alla mammella

Speciale Salute

Ogni anno in Italia circa 67.000 pazienti oncologici si spostano fuori regione per curarsi, generando un flusso sanitario che penalizza il Sud

All’alba le stazioni ferroviarie del Sud hanno un silenzio particolare. Nei primi treni diretti verso il Nord siedono spesso donne con una cartella clinica stretta tra le mani, accompagnate da un familiare o da un marito che cerca di nascondere la preoccupazione dietro un sorriso rassicurante. Da anni il viaggio verso Milano, Bologna o Roma rappresenta per molte pazienti del Mezzogiorno una tappa obbligata del percorso di cura. È il fenomeno che la sanità italiana conosce con un nome ormai entrato nel linguaggio comune: i viaggi della speranza.

In Puglia e nel Sud questa realtà ha assunto nel tempo una dimensione sociale oltre che sanitaria. Migliaia di famiglie ogni anno si trovano costrette a spostarsi lontano da casa per affrontare cure oncologiche ritenute più efficaci o più facilmente accessibili in altre regioni. Dietro ogni viaggio ci sono costi economici, distacchi familiari, settimane trascorse in città sconosciute e la fatica psicologica di affrontare la malattia lontano dal proprio contesto di vita.

È dentro questo scenario che nasce Beacon, un progetto che punta a cambiare l’organizzazione delle cure oncologiche nel Mezzogiorno. L’iniziativa mette in rete tre centri di eccellenza nella cura del tumore al seno. L’Istituto dei Tumori Pascale di Napoli, il Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata di Rionero in Vulture e l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari.

L’obiettivo è ambizioso ma concreto. Ridurre la necessità per le pazienti di lasciare la propria regione per ottenere trattamenti oncologici di alto livello.

Il fenomeno della mobilità sanitaria racconta da solo l’urgenza di questo intervento. Ogni anno in Italia circa 67.000 pazienti oncologici si spostano fuori regione per curarsi, generando un flusso sanitario che spesso penalizza il Mezzogiorno. Molti di questi viaggi partono proprio da regioni come la Puglia, la Basilicata e la Campania.

Il risultato è un flusso costante di mobilità sanitaria che non riguarda solo la dimensione clinica ma anche quella economica. Ogni paziente che si cura fuori regione rappresenta infatti un costo per il sistema sanitario della regione di provenienza, che deve rimborsare le prestazioni erogate altrove.

Il progetto Beacon nasce proprio con l’idea di invertire questa tendenza. Promosso da Novartis con il supporto della società di analisi sanitaria Iqvia, il programma prende forma da un’intuizione di Attilio Bianchi, già direttore dell’Istituto dei Tumori di Napoli, all’interno dell’Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete conosciuta con l’acronimo A.M.O.Re.

Il progetto Beacon punta e prova a cambiare l’organizzazione delle cure oncologiche nel Mezzogiorno d’Italia

Il cuore dell’iniziativa è la creazione di una rete clinica stabile tra i tre centri coinvolti, fondata sulla condivisione delle competenze mediche, dei dati clinici e sull’utilizzo di strumenti digitali e di telemedicina.

In pratica il progetto punta a far dialogare tra loro le eccellenze oncologiche del Sud, permettendo ai medici di confrontarsi sui casi clinici, condividere protocolli terapeutici e garantire alle pazienti un livello di cura uniforme indipendentemente dalla città in cui si trovano.

Secondo Michelino De Laurentiis, capo dipartimento della Senologia dell’Istituto dei Tumori di Napoli e coordinatore del progetto insieme agli oncologi Roberta Caputo e Francesco Nuzzo, il principio che guida Beacon è molto semplice. La qualità delle cure non dovrebbe dipendere dalla geografia.

De Laurentiis ha spiegato che mettere in rete tre centri di eccellenza del Mezzogiorno significa offrire alle pazienti trattamenti di alto livello vicino alla propria casa, evitando il peso umano ed economico dei viaggi della speranza.

Nel progetto sono previsti anche strumenti di monitoraggio per valutare l’efficacia della rete. Verranno infatti introdotti indicatori specifici che analizzeranno cinque momenti fondamentali del percorso oncologico.

Tra questi la fase dello screening e della diagnosi precoce, il trattamento chirurgico, gli esiti delle cure oncologiche, la gestione degli effetti collaterali delle terapie e la qualità della vita delle pazienti.

Si tratta di un approccio che non guarda solo alla sopravvivenza clinica ma anche al modo in cui le pazienti affrontano la malattia nel loro quotidiano.

La dimensione umana delle cure è infatti uno degli aspetti più delicati dell’assistenza oncologica. Restare vicino alla propria famiglia, poter continuare a vivere nel proprio contesto sociale e ridurre gli spostamenti rappresenta spesso un elemento fondamentale per affrontare il percorso terapeutico.

L’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari rappresenta oggi uno dei poli più importanti del Mezzogiorno nella diagnosi e nel trattamento dei tumori. Il collegamento con centri come il Pascale di Napoli e il Crob di Rionero potrebbe contribuire a costruire un sistema oncologico meridionale più integrato e competitivo.

Se il modello dimostrerà la sua efficacia, potrebbe diventare un riferimento anche per altre realtà del Paese, contribuendo a ridurre le disuguaglianze territoriali che ancora caratterizzano la sanità italiana.

In una terra come la Puglia, l’idea di potersi curare vicino casa rappresenta molto più di un miglioramento organizzativo.

Significa restituire ai pazienti la possibilità di affrontare la malattia senza essere costretti a lasciare la propria vita quotidiana.

Vuoi restare aggiornato su benessere, prevenzione e nuove scoperte mediche? Clicca qui per visitare la sezione “Speciale Salute” e scoprire consigli utili, approfondimenti, reportage esclusivi e curiosità per prenderti cura di te ogni giorno.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori