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Quanto costa davvero un’auto

Tra carburante, bollo, assicurazione e manutenzione la mobilità pesa sempre di più sui bilanci familiari

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Nel Sud l’automobile non è un lusso ma un servizio essenziale, per questo la crescita dei costi ha un impatto sociale diretto

Il parcheggio davanti al mercato del quartiere Tamburi si riempie già nelle prime ore del mattino. C’è chi arriva per fare la spesa, chi per accompagnare i figli a scuola e chi riparte subito verso la zona industriale.

Ogni giorno la città si muove così, su quattro ruote. Ma da qualche anno, più del traffico, a occupare le conversazioni è il costo dell’auto.

Tenere un’auto è diventato uno degli impegni economici più gravosi per le famiglie.

Nel Sud l’automobile non è un lusso ma un servizio essenziale. Collegamenti pubblici spesso insufficienti, distanze tra quartieri e centri abitati e orari di lavoro variabili rendono la mobilità privata indispensabile. Proprio per questo la crescita dei costi ha un impatto sociale diretto. Non riguarda solo chi compra un veicolo nuovo ma l’intera popolazione attiva.

Il primo elemento resta il carburante. Benzina e gasolio hanno vissuto negli ultimi anni oscillazioni continue che hanno modificato le abitudini quotidiane. In molti casi la spesa mensile per muoversi supera ormai quella per alcune utenze domestiche.

L’aumento non incide solo sui lunghi tragitti ma anche sugli spostamenti brevi, quelli più frequenti nella vita urbana.

L’auto smette di essere un gesto automatico e diventa una scelta da valutare ogni giorno. Accanto al rifornimento c’è il capitolo delle imposte.

Il bollo auto resta una tassa fissa indipendente dall’utilizzo, percepita come particolarmente gravosa in territori dove il reddito medio è più basso rispetto al Nord. Il pagamento non è collegato ai chilometri percorsi ma alla potenza del veicolo e questo crea uno squilibrio tra uso reale e costo sostenuto.

La voce assicurativa completa il quadro. Nelle province meridionali i premi assicurativi sono mediamente più alti, influenzati dal rischio statistico e dalla storia dei sinistri.

Per molte famiglie la polizza auto rappresenta la seconda spesa annuale dopo l’acquisto del carburante. La scelta della compagnia e delle garanzie accessorie diventa un’operazione complessa, spesso affidata al confronto tra preventivi e franchigie.

Poi c’è la manutenzione ordinaria, quella che garantisce la sicurezza ma pesa sul bilancio. Tagliandi, pneumatici, freni e revisioni obbligatorie scandiscono l’anno automobilistico.

In un territorio caldo come la Puglia, dove le temperature estive superano spesso i 40 gradi, gomme e batterie subiscono un’usura maggiore. Anche l’aria condizionata diventa un componente essenziale e non un optional.

Le differenze tra motorizzazioni cambiano l’equilibrio economico.

Le auto a benzina hanno costi di acquisto inferiori ma consumi più elevati.

Il diesel resta conveniente sulle lunghe percorrenze ma richiede manutenzioni più costose.

L’ibrido riduce il carburante ma aumenta il prezzo iniziale.

L’elettrico promette spese minori di gestione ma richiede investimenti più alti e una ricarica domestica favorevole.

Non esiste una soluzione universale, esiste l’adattamento al proprio stile di vita. In Puglia molte famiglie possiedono veicoli con età superiore ai 10 anni.

La scelta è spesso dettata dalla necessità di contenere i costi immediati ma comporta spese impreviste nel tempo.

Un guasto improvviso può incidere sul bilancio mensile più di una rata di finanziamento.

Per questo il mercato dell’usato resta centrale nella mobilità locale, con una rotazione lenta ma costante.

Il peso economico dell’auto ha effetti anche sull’economia urbana.

Meno disponibilità per i consumi quotidiani, maggiore attenzione agli spostamenti e crescente richiesta di alternative come il car sharing o i mezzi leggeri.

Il costo della mobilità diventa un indicatore sociale, capace di influenzare lavoro, tempo libero e turismo interno.

Mentre il sole di mezzogiorno riflette sull’asfalto del lungomare, le auto continuano a scorrere come sempre.

Ma dietro ogni viaggio c’è una contabilità silenziosa fatta di cifre, scadenze e rinunce.

Oggi possedere un’auto non significa solo muoversi, significa gestire un equilibrio economico quotidiano.

Ed è proprio questo equilibrio a determinare, più della tecnologia, il futuro della mobilità nel territorio jonico.

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