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SPECIALE Motori
28 Febbraio 2026 - 07:01
Monopattini, biciclette elettriche e scooter, la mobilità urbana non è più solo automobile
Nel primo pomeriggio il traffico rallenta lungo via Di Palma mentre gli studenti escono da scuola. Tra auto incolonnate e autobus pieni si infilano mezzi più piccoli, quasi silenziosi. Monopattini, biciclette elettriche e scooter condivisi attraversano il centro con una facilità impensabile fino a pochi anni fa. La scena racconta una trasformazione lenta ma evidente. La mobilità urbana non è più solo automobile.
Per decenni nelle città pugliesi l’auto privata ha rappresentato l’unica soluzione reale agli spostamenti quotidiani. Strade costruite attorno al traffico, quartieri distanti tra loro e trasporto pubblico discontinuo hanno reso il volante indispensabile. Oggi però la combinazione di costi crescenti, nuove tecnologie e necessità ambientali spinge verso alternative leggere.
Il primo cambiamento riguarda lo scooter elettrico. Sempre più diffuso tra lavoratori e studenti universitari, consente di muoversi tra quartieri senza dipendere dal carburante. La ricarica domestica e i costi ridotti di manutenzione lo rendono accessibile a fasce di popolazione che non possono sostenere le spese di un’auto. Nelle strade strette del centro storico diventa spesso il mezzo più pratico.
Accanto agli scooter cresce l’uso della bicicletta a pedalata assistita. Il clima mite della costa jonica favorisce gli spostamenti brevi anche nei mesi invernali. La batteria compensa salite e distanze maggiori, permettendo a chiunque di affrontare percorsi prima riservati ai più allenati. Non è solo sport ma trasporto quotidiano, soprattutto per tragitti casa lavoro entro pochi chilometri.
Il fenomeno più recente è la mobilità condivisa. Servizi di sharing consentono di utilizzare un mezzo solo quando serve, senza costi di acquisto e manutenzione. Nelle aree centrali di Taranto le postazioni iniziano a comparire vicino a uffici pubblici e università. L’utente paga il tempo di utilizzo e restituisce il veicolo in un altro punto della città. Un modello che riduce il numero di mezzi privati e libera spazio urbano.

Il cambiamento ha ricadute sociali evidenti. Giovani e lavoratori precari trovano alternative economiche all’auto, mentre le famiglie riducono la necessità di possedere più veicoli. La mobilità diventa servizio anziché proprietà. In un territorio dove l’occupazione è spesso frammentata, questa flessibilità incide sul bilancio domestico quanto sul traffico.
Anche il commercio locale osserva la trasformazione. I piccoli negozi del centro beneficiano di un accesso più semplice per chi si muove senza auto. Meno ricerca di parcheggio significa più tempo per fermarsi. Allo stesso tempo emergono nuove attività legate alla riparazione e alla vendita di mezzi leggeri, segno di un mercato in espansione.
La diffusione incontra però limiti infrastrutturali. Piste ciclabili incomplete e carreggiate strette rendono necessario un adattamento graduale. La convivenza tra veicoli tradizionali e mezzi leggeri richiede nuove regole e maggiore attenzione reciproca. La sicurezza diventa il punto centrale della transizione urbana.
Le istituzioni locali iniziano a integrare questi mezzi nei piani di mobilità. Zone a traffico limitato e percorsi dedicati favoriscono l’uso quotidiano. L’obiettivo non è eliminare l’auto ma ridurne la centralità negli spostamenti brevi. Una città costiera, compatta e pianeggiante offre condizioni favorevoli a questo modello.
Sul piano culturale cambia anche il rapporto con lo spazio urbano. Muoversi lentamente permette di percepire diversamente distanze e quartieri. La città non è più attraversata ma vissuta. La mobilità diventa esperienza oltre che necessità, riportando attenzione su luoghi prima ignorati dal traffico veloce.
Quando la sera scende sul lungomare e le luci si riflettono sull’acqua, i mezzi leggeri continuano a scorrere tra piazze e vicoli. Non sostituiscono completamente l’automobile ma ne ridimensionano il ruolo. In Puglia la trasformazione urbana passa anche da qui, da un cambiamento quotidiano fatto di scelte individuali che, sommate, ridisegnano il volto della città.
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