Cerca
SPECIALE Motori
28 Febbraio 2026 - 06:59
Nei piazzali si trovano soprattutto utilitarie e compatte diesel o benzina, modelli considerati affidabili e facili da riparare
La saracinesca si alza lentamente mentre il sole illumina i piazzali lungo la Statale Appia. Le vetture sono già in fila, lavate e lucidate, pronte per essere osservate una a una. Qui, tra concessionarie indipendenti e piccoli rivenditori, si misura la temperatura reale della mobilità pugliese. Non nei saloni scintillanti delle novità, ma tra chilometri già percorsi e vite precedenti. È il mondo dell’usato, il mercato che più di ogni altro racconta la capacità di spesa delle famiglie.
Nell’area jonica l’automobile nuova resta spesso un obiettivo lontano. Il prezzo medio dei veicoli è cresciuto negli ultimi anni e ha spinto molti automobilisti a rimandare l’acquisto o a orientarsi su vetture di seconda mano. Non si tratta solo di convenienza, ma di una vera strategia economica familiare. L’auto viene scelta per durare nel tempo, accompagnare cambi di lavoro, esigenze scolastiche e spostamenti quotidiani.
Il mercato dell’usato non è mai stato così centrale. Dopo la pandemia e la crisi dei componenti elettronici, i tempi di consegna delle auto nuove si sono allungati e i prezzi sono aumentati. Di conseguenza, le vetture già immatricolate hanno acquisito valore. In molti casi un modello di 3 o 4 anni mantiene quotazioni elevate, segno di una domanda superiore all’offerta.
-1772231744230.jpg)
La Puglia, con la sua rete di piccoli centri e periferie estese, è particolarmente legata a questa dinamica. Qui l’auto non è un bene accessorio ma uno strumento indispensabile per raggiungere il lavoro o i servizi sanitari. Il risultato è un parco circolante mediamente più anziano rispetto alle grandi città del Nord, ma anche più curato nella manutenzione. Il passaggio di proprietà avviene spesso tra conoscenti o tramite rivenditori di fiducia, figure che conservano un ruolo sociale oltre che commerciale.
Nei piazzali di Taranto si trovano soprattutto utilitarie e compatte diesel o benzina, modelli considerati affidabili e facili da riparare. L’elettrico resta marginale, mentre l’ibrido comincia a comparire nelle versioni più recenti. La scelta privilegia la semplicità tecnica, perché la riparazione deve restare accessibile anche a distanza di anni. La meccanica tradizionale garantisce costi prevedibili, elemento fondamentale per chi pianifica la spesa familiare.
Accanto ai rivenditori operano le officine, parte integrante del sistema. Il meccanico di quartiere diventa consulente prima ancora che riparatore. Controlla la vettura, ascolta il motore, verifica eventuali difetti nascosti. È una rete informale di garanzie che spesso sostituisce la sicurezza dei grandi concessionari. In un territorio dove il rapporto personale conta ancora molto, la fiducia pesa quanto il prezzo.
Il passaggio di proprietà rappresenta anche un momento economico significativo. Agenzie pratiche auto, assicurazioni e finanziarie ruotano attorno a ogni compravendita. L’usato genera un indotto locale che coinvolge molte piccole attività. Ogni vettura venduta attiva una filiera fatta di servizi amministrativi, manutenzione e accessori.

Negli ultimi anni è cresciuta anche la vendita online, ma nel territorio jonico il contatto diretto resta prevalente. L’acquirente vuole vedere l’auto, provarla su strada, verificare di persona lo stato degli interni. L’acquisto a distanza incontra ancora diffidenza, soprattutto quando il veicolo rappresenta un investimento pluriennale. La tecnologia affianca ma non sostituisce la relazione.
Il mercato dell’usato riflette anche le trasformazioni sociali. Le famiglie giovani cercano modelli piccoli e poco costosi, mentre chi lavora fuori città privilegia motori più robusti. I pensionati scelgono vetture semplici da mantenere. Non esiste un solo pubblico ma una pluralità di esigenze che rende il settore dinamico anche in periodi di difficoltà economica.
Sul piano ambientale il tema è più complesso. Un parco auto anziano comporta maggiori emissioni, ma allo stesso tempo allunga la vita utile dei veicoli, riducendo la produzione industriale.
È un equilibrio tra sostenibilità economica e sostenibilità ambientale che nelle regioni meridionali assume caratteristiche particolari.
La transizione ecologica passa anche dalla capacità di rinnovare gradualmente, senza strappi sociali.
Nel pomeriggio i piazzali si animano di nuovi visitatori. Si osserva il bagagliaio, si ascolta il motore, si discute sul prezzo. Ogni trattativa racconta una storia diversa fatta di necessità e aspettative.
In Puglia l’automobile continua a essere un bene concreto, non simbolico. E il vero termometro del settore non sono le immatricolazioni del nuovo ma le chiavi consegnate ogni giorno tra chi vende e chi compra un’auto già vissuta.
Vivi la passione per la mobilità in tutte le sue forme: dalle auto alle moto, dai mezzi elettrici ai monopattini e alla nautica. Clicca qui per visitare la sezione "Speciale Motori" e resta aggiornato su novità, eventi e approfondimenti dedicati.
I più letti
Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
Registrazione: n.7/2012 Tribunale di Taranto
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Piazza Giovanni XXIII 13 | 74123 | Taranto
Telefono: (+39)0996960416
Email: redazione.taranto@buonasera24.it
Pubblicità : pubblicita@buonasera24.it
Editore: SPARTA Società Cooperativa
Via Parini 51 | 74023 | Grottaglie (TA)
Iva: 03024870739
Presidente CdA Sparta: CLAUDIO SIGNORILE
Direttore responsabile: FRANCESCO ROSSI
Presidente Comitato Editoriale: DIEGO RANA