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SALUTE
10 Aprile 2026 - 16:21
La visita endocrinologica rappresenta il primo passo per inquadrare correttamente la situazione clinica della persona
Molte persone che cercano di perdere peso si trovano davanti alla stessa difficoltà: nonostante dieta e attenzione all’alimentazione, il peso fatica a diminuire o tende a risalire nel tempo. Una situazione che spesso genera frustrazione e che viene erroneamente attribuita soltanto alla mancanza di forza di volontà.
In realtà, in alcuni casi, dietro questa difficoltà possono esserci fattori metabolici e ormonali che meritano una valutazione specialistica.
Ne parliamo con la dr.ssa Francesca D’Ercole, medico endocrinologo che svolge la propria attività presso il centro "Mia Salute" di Talsano, dove si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie endocrine e metaboliche.
«Il peso corporeo - spiega la dottoressa - non dipende soltanto da ciò che mangiamo o dal livello di attività fisica. È il risultato dell’interazione tra numerosi fattori biologici, ambientali e comportamentali. In particolare, un ruolo fondamentale è svolto dagli ormoni, che regolano il metabolismo, la sensazione di fame e sazietà e il modo in cui l’organismo utilizza e immagazzina l’energia».
Tra i fattori ormonali che possono influenzare il peso corporeo rientrano, ad esempio, alterazioni della funzione tiroidea, condizioni di insulino-resistenza e cambiamenti ormonali che possono verificarsi in alcune fasi della vita, come la menopausa. In questi casi il metabolismo può subire delle modifiche che rendono più difficile perdere peso o mantenere nel tempo i risultati ottenuti.
«È importante sottolineare - prosegue la dottoressa - che non sempre la difficoltà nel dimagrire dipende da un problema endocrino. Tuttavia, quando la perdita di peso risulta particolarmente difficile nonostante uno stile di vita corretto, può essere utile una valutazione endocrinologica per escludere eventuali cause metaboliche o ormonali».
La visita endocrinologica rappresenta infatti il primo passo per inquadrare correttamente la situazione clinica della persona. Durante la valutazione lo specialista analizza la storia clinica, le abitudini di vita, la presenza di eventuali patologie associate e i fattori di rischio metabolico. A questo si aggiunge l’interpretazione degli esami di laboratorio, che consente di valutare la funzione delle principali ghiandole endocrine e di individuare eventuali alterazioni.
Un aspetto fondamentale è rappresentato anche dalla valutazione complessiva del metabolismo, che comprende parametri come glicemia, profilo lipidico e indicatori di insulino-resistenza. Questi elementi permettono di comprendere meglio il quadro metabolico generale e di individuare eventuali condizioni che possono contribuire alla difficoltà nel controllo del peso.
In molti casi la difficoltà nel dimagrire è legata a un insieme di fattori che comprendono predisposizione genetica, abitudini di vita, cambiamenti ormonali e caratteristiche individuali del metabolismo. Proprio per questo motivo è importante evitare soluzioni semplicistiche o approcci standardizzati e puntare invece su una valutazione medica approfondita che permetta di comprendere le cause del problema.
«La base del trattamento - sottolinea la dottoressa - rimane sempre uno stile di vita sano, che comprende un’alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e buone abitudini quotidiane».
Inoltre, negli ultimi anni sono disponibili nuove strategie terapeutiche per il trattamento dell’obesità e delle alterazioni metaboliche e, qualora il solo intervento sullo stile di vita non sia sufficiente a ottenere risultati adeguati, è possibile valutare insieme allo specialista l’eventuale introduzione di una terapia farmacologica.
«Questi farmaci - prosegue - agiscono sui meccanismi che regolano la fame, la sazietà e il metabolismo, permettendo in molti casi di ottenere risultati più efficaci e duraturi. È importante sottolineare che tali trattamenti devono essere prescritti e monitorati sotto stretto controllo medico, all’interno di un percorso clinico strutturato».
L’obesità è oggi riconosciuta come una malattia cronica complessa, determinata dall’interazione di molteplici fattori biologici, ambientali e comportamentali. Per questo motivo il suo trattamento richiede un approccio globale e personalizzato, che tenga conto delle caratteristiche e delle esigenze della singola persona.
«È importante ricordare - conclude la dottoressa - che sovrappeso e obesità non rappresentano soltanto una questione estetica, ma condizioni mediche complesse che possono aumentare il rischio di numerose patologie metaboliche e cardiovascolari. Un approccio basato sulla valutazione metabolica e ormonale consente di individuare il percorso terapeutico più adatto e di migliorare non solo il peso, ma soprattutto la qualità della vita della persona».
*Endocrinologo, trattamento delle patologie endocrine e metaboliche
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