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Taranto

La politica di fronte al dramma dell'ex Ilva

I commenti dopo l'ennesimo incidente mortale all'interno della fabbrica

Acciaierie d'Italia - dal sito internet di Cimolai

Acciaierie d'Italia - dal sito internet di Cimolai

"Con dolore e sconcerto apprendo la notizia di un'altra tragedia del lavoro all'ex Ilva di Taranto, costata la vita a un operaio di 36 anni di una ditta dell'appalto.  È il secondo infortunio mortale con una  dinamica, stando alle prime notizie, analoga a quella del precedente registrato all'inizio dell'anno nello stabilimento siderurgico tarantino. Il 12 gennaio scorso, un altro operaio ha perso la vita precipitando in seguito al cedimento di un piano di calpestio, Claudio Salamida, un altro figlio della nostra terra".
"Questo secondo episodio riporta al centro dell'attenzione le condizioni di sicurezza dello stabilimento. Il governo deve intervenire con misure incisive e immediate. Non è accettabile piangere un'altra vittima! Non basta la solidarietà e la condivisione del dolore dei familiari. La comunità jonica continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane e di conseguenze sulla salute.  Come istituzioni abbiamo il dovere di intervenire. Per questo torno a chiedere, con la massima urgenza, al Governo la convocazione un tavolo sulla sicurezza all'ex Ilva. Proposta che ho già avanzato il 12 gennaio e che attende ancora una risposta dal governo". Così in una nota l'on. Patty L'Abbate.
Sempre dal M5s, il senatore Mario Turco dice che "siamo di fronte a un fatto gravissimo che si inserisce in una sequenza di incidenti inaccettabile. Non si può continuare a sostenere una continuità produttiva ad ogni costo senza garanzie effettive per la sicurezza dei lavoratori e per la tutela della salute dei cittadini. Non è ammissibile che logiche produttive o criticità nella catena degli appalti possano mettere in secondo piano la vita umana. Per questo chiediamo un'indagine ispettiva immediata e indipendente sulle condizioni di sicurezza nello stabilimento e una verifica rigorosa sulla gestione degli appalti e subappalti, sulle manutenzioni e sull'organizzazione del lavoro. La tutela della vita dei lavoratori e della salute dei cittadini di Taranto deve essere la priorità assoluta".
Dal Pd, Francesco Boccia evidenzia come "la più grande azienda siderurgica italiana continua a galleggiare nel limbo dell'amministrazione straordinaria e in queste precarie condizioni generali, in cui con tutta evidenza anche la sicurezza è passata in secondo piano, un altro operaio impiegato nell'indotto è morto questa mattina. Un drammatico incidente che segue ad altri avvenuti non molto tempo fa e che hanno provocato altre vittime. Ci stringiamo alla famiglia dell'uomo caduto sul lavoro e ai sindacati che invocano un intervento del governo per arrestare le morti bianche. E' inaccettabile morire di lavoro, a Taranto come nel resto d'Italia, e lo è continuare a fare finta di niente: è assolutamente necessario che il governo Meloni si assuma le proprie responsabilità nella vicenda dell'ex Ilva e che la sicurezza del lavoro, nell'impianto e nell'indotto e più in generale tutta la vertenza, riacquisti la centralità che merita nell'agenda politica, senza più colpevoli rinvii".
L'Onorevole Francesca Viggiano esprime profondo dolore e ferma indignazione a seguito dell'incidente verificatosi oggi all'interno dello stabilimento ex Ilva, che ha visto coinvolto un altro lavoratore della nostra terra, Loris Costantino,operaio di 37 anni.
"Le notizie che giungono dalla fabbrica squarciano ancora una volta il cuore della nostra comunità," dichiara l'On. Viggiano. "Il mio pensiero va immediatamente al lavoratore e alla sua famiglia, a cui va tutta la mia vicinanza e il mio sostegno in queste ore di profonda angoscia. Ma non possiamo limitarci al cordoglio: siamo stanchi di dover contare le morti e  gli infortuni in un luogo che continua a produrre dolore."
Per l'Onorevole Viggiano, l'episodio odierno è l'ennesima prova di una fragilità strutturale che non può più essere ignorata dai tavoli romani. "Non esiste produzione, non esiste PIL, non esiste commessa che valga la vita o l'integrità fisica di un uomo. Chi varca quei cancelli ha il diritto sacrosanto di tornare a casa dai propri cari. Chiediamo con forza che si faccia immediata chiarezza sulle dinamiche e sulle responsabilità. È inaccettabile che nel 2026 si parli ancora di mancanza di sicurezza o di impianti obsoleti. La manutenzione e la prevenzione devono essere la priorità assoluta di ogni gestione.
Taranto ha già pagato un prezzo altissimo. Non accetteremo più che il diritto al lavoro venga messo in contrapposizione con il diritto alla vita e alla salute. Il tempo delle promesse è scaduto: servono investimenti reali sulla sicurezza e sulla salute dei cittadini di Taranto e  non più deroghe o compromessi al ribasso".
" Porterò immediatamente la questione all'attenzione del Governo e delle commissioni competenti, grazie a una interpellanza urgente con la quale richiederò al Governo risposte certe. 
Risposte  sulle iniziative urgenti  che il Governo intende adottare, per quanto di competenza, a tutela della salute pubblica e dell'ambiente, con particolare riferimento all'episodio emissivo del 20 febbraio 2026, risposte  su quali siano le iniziative urgenti  che il Governo intende prendere rispetto alle prescrizioni dell'AIA 2025 disapplicate dal decreto cautelare del Tribunale di Milano, risposte su quali misure urgenti il Governo metterà in campo per scongiurare altre morti all'interno dello stabilimento determinate anche a causa dell'assenza di manutenzione degli impianti "conclude l'On. Viggiano.
" Non lasceremo soli i lavoratori. Esigiamo risposte certe e interventi immediati affinché lo stabilimento smetta di essere un pericolo costante per chi ci lavora e per chi vive all'ombra dei suoi camini. La dignità di Taranto non è negoziabile"
Per la maggioranza, "la morte dell'ennesimo lavoratore nell'area dell'ex Ilva è una notizia che addolora profondamente. Alla famiglia della vittima rivolgo il mio cordoglio più sincero e la mia vicinanza in questo momento di grande dolore": lo dichiara l'eurodeputato Michele Picaro (ECR – Fratelli d'Italia), in merito all'incidente avvenuto questa mattina nell'area agglomerato dello stabilimento.

"Dopo quanto già accaduto nelle scorse settimane, è evidente che la sicurezza deve rappresentare la priorità assoluta in ogni decisione aziendale. Non può esistere alcuna strategia industriale, nessun piano produttivo, che non metta al centro la tutela della vita e dell'incolumità dei lavoratori. Confido che venga fatta piena luce sulla dinamica dell'incidente e sulle eventuali responsabilità. Ma è altrettanto necessario che l'industria investa con determinazione in prevenzione, manutenzione e controlli, rafforzando concretamente ogni misura a tutela di chi lavora. Il rilancio produttivo e la continuità industriale possono esistere solo se fondati su standard di sicurezza rigorosi e verificabili. La vita dei lavoratori viene prima di tutto".
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