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L'intervista

Raimondello e Maria, un amore da trono: la storia che fece tremare i re

Il racconto dell'autrice Bianca Tragni che ha trasformato la ricerca accademica in un romanzo avvincente

La scrittrice pugliese, Bianca Tragni

La scrittrice pugliese, Bianca Tragni

TARANTO - In un’epoca che sembra aver smarrito la memoria delle proprie radici, c’è chi scava tra le polvere degli archivi per restituire dignità a figure che il tempo — o meglio, il potere — ha cercato di cancellare. Abbiamo incontrato Bianca Tragni, l’autrice del romanzo storico dedicato a Raimondo Orsini del Balzo e Maria d’Enghien, un’opera che promette di essere non solo un racconto d’amore, ma una vera e propria rivendicazione d’identità per il Sud.

Il volume, dal titolo “Raimondello e Maria - Un amore sognando un trono” (Edizioni Adda), sarà presentato a Taranto sabato, 21 marzo, alle ore 17.00, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città.

Raimondello e Maria d’Enghien, ma anche Federico II di Svevia, i re angioini e aragonesi, le grandi donne della nobiltà. Nel suo lavoro di recupero di alcune figure storiche pugliesi, lei sembra compiere un’operazione che va oltre la semplice biografia: perché questa urgenza di risvegliare dal “sonno degli archivi” i giganti del passato?

«Nasce dall’amore per la mia terra e da un profondo senso di giustizia. Molte di queste figure non sono state solo dimenticate, ma letteralmente cancellate. Penso a Federico II, di cui non abbiamo un’immagine autentica perché i suoi nemici cercarono di distruggerne il ricordo. Ma penso anche a Raimondello e Maria: due signori locali che divennero quasi sovrani, dando fastidio ai veri regnanti e agli invasori stranieri.

La mia è una ricerca che dura da decenni; il romanzo storico è lo strumento migliore per trasmettere la verità e i sentimenti di quell’epopea agli uomini e alle donne di oggi».

Il sottotitolo parla di “un amore sognando un trono”. Quanto c’era di sentimento autentico e quanto di strategia politica tra il Principe di Taranto e la Contessa di Lecce?

«È un caso raro. Il matrimonio fu combinato dal Re e dal Papa per meriti militari, ma tra i due nacque un sentimento spontaneo. Nel libro descrivo il momento in cui lui rimane abbagliato dalla bellezza di questa fanciulla, prima ancora di sapere che sarebbe stata sua moglie. È uno di quei momenti in cui l’interesse politico coincide felicemente con l’amore.»

L'intervista completa sul settimanale di Buonasera in edicola a partire da oggi, venerdì 20 marzo.

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