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LA RECENSIONE

Amici della Musica: applausi a scena aperta per “Da Beethoven a Bosso”

Tutto esaurito a Taranto per il trio delle meraviglie Meloni, Laffranchini e Libetta

Il trio Meloni-Laffranchini-Libetta

Il trio Meloni, Laffranchini, Libetta

TARANTO - Ha registrato il tutto esaurito il concerto “Da Beethoven a Bosso”, organizzato domenica sera presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto dagli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”,  nell’ambito della l’82ª Stagione Concertistica.

L’appuntamento era stato considerato come imperdibile dagli appassionati visto il suo particolare appeal sia come formazione di musicisti che come programma.

Tre gli interpreti d’eccezione: il clarinettista Fabrizio Meloni, uno dei massimi clarinettisti italiani contemporanei, con una lunga carriera orchestrale, primo clarinetto solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala e della Filarmonica della Scala di Milano, ma anche docente e maestro di masterclass in Italia e all’estero, autore del libro “Il Clarinetto”, il violoncellista Sandro Laffranchini, artista di riferimento nel panorama violoncellistico italiano e internazionale, primo violoncello solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano una carriera molto attiva anche fuori dall’orchestra, con numerosi concerti come solista e in formazioni da camera e il pianista salentino Francesco Libetta uno dei pianisti italiani contemporanei di rilievo internazionale dal repertorio vastissimo che spazia dal barocco  al Novecento.

IL PROGRAMMA MUSICALE

Innovativo il programma che prevedeva i due capisaldi del repertorio per questo tipo di formazione: Beethoven e Brahms, il primo ha aperto il concerto con il trio in si bemolle op.11, pagina dal grande fascino, quasi un ossimoro musicale in cui si unisce la musica strutturata dalle grandi ambizioni drammaturgiche ristretta in un tema cantabile concluso in pochi minuti, il secondo ha invece chiuso il concerto con il trio in la minore op.114 in cui Meloni ha valorizzato il registro grave e caldo del clarinetto, spesso fuso timbricamente con quello del violoncello.

Cuore del concerto prima l’omaggio a Tenco, un riarrangiamento di Sandro Laffranchini del celebre Lontano, lontano, di Luigi Tenco e Claudia, un pezzo scritto dal violoncellista dedicato a Claudia Cardinale; poi il trio n.2 “Il Movimento” di Ezio Bosso, compositore che ha saputo trasformare la musica in un linguaggio universale di emozione e speranza. Dopo i lunghi applausi, i musicisti hanno concesso come bis un riarrangiamento di Vedrai, vedrai di Luigi tenco.

Dopo i bis, ripetuti applausi per il trio.

Prossimo appuntamento martedì 3 febbraio presso il Teatro comunale Fusco con la chitarra elettrica di Stanley Jordan, chitarrista jazz statunitense diventato famoso a metà degli anni ’80 per aver rivoluzionato il modo di suonare la chitarra, sviluppando una tecnica che lo ha reso immediatamente unico: entrambe le mani premono direttamente le corde sui tasti, la destra non pizzica, ma “suona” come una mano pianistica ciò permette di eseguire melodia, armonia e basso simultaneamente.

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