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Subiaco, sulla via di San Benedetto

Il monastero dell’ordine benedettino è ad un’ora e mezza da Roma

 Il monastero origine dell’ordine benedettino a Subiaco

Il monastero origine dell’ordine benedettino a Subiaco

Qualche giorno fa sono stata a Subiaco, a un’ora e mezza da Roma, a visitare il monastero origine dell’ordine benedettino, che in qualche modo ha cambiato il corso della storia dell’Europa e del mondo.

Sappiamo forse infatti che San Benedetto sia il patrono d’Europa, ma ci siamo mai chiesti veramente il perché?

Benedetto ha solo quattordici anni quando sente il desiderio di allontanarsi dal mondo per condurre uno stile di vita più semplice e totalmente centrato in Dio. è il 480 dopo Cristo, e siamo a Norcia. Trova una comunità eremitica di frati sul monte vicino Subiaco, e a loro chiede di essere ospitato.

Le comunità eremitiche, infatti, anche se non ancora costituite come comunità monastiche, già esistevano, sparse per l’Europa. Tuttavia erano rare e non seguivano regole molto precise, se non quella all’origine del desiderio di vivere distaccati dal mondo nella contemplazione e nella ricerca di Dio.

Quando Benedetto arriva lì, non è frate ed è poco più di un ragazzino.

Trascorrerà perciò tre anni in una grotta completamente in solitudine, in un intenso dialogo con Dio alla fine del quale scriverà la regola benedettina e fonderà i primi tre conventi dell’area, che hanno dato poi origine al movimento di proporzioni mondiali che è diventato il suo ordine.

Questa storia ha dell’incredibile e sembra quasi di perdersi in leggenda, tuttavia la si può comprendere se accanto alla vita di San Benedetto accostiamo la vita di tanti altri eremiti – per primi i padri del Deserto, dei primi secoli della cristianità – che avevano deciso di abbandonare il mondo per dedicarsi ad una vita di ascesi.

La vita contemplativa è una scelta radicale, ma che pure possiamo toccare con mano in ogni cultura e religione del mondo, così come in ogni epoca storica. Ci sono sempre stati degli individui che si sono sentiti chiamati a questo tipo di vita, e per quanto incredibile possa sembrare questo desiderio e questa scelta, se paragonata alle nostre vite tutto sommato più o meno regolari nel mondo, bisogna anche aprirsi alla possibilità che questa sia la via preferenziale per alcune vite, anche se sicuramente più rare.

Ma torniamo alla nostra Europa. Perché Benedetto è il nostro patrono?

Prima di tutto c’è da capire la funzione e il valore dei conventi nell’italia e nell’Europa di quel periodo storico.

I conventi erano il luogo intorno al quale si sviluppava la vita dei paesi. Sebbene in parte distaccati dai centri, per poter godere del silenzio e del raccoglimento che la vita religiosa esigeva, i conventi hanno “insegnato” all’Europa come vivere. La cura per il creato, attraverso l’agricoltura e la scienza e conoscenza avanzata dell’alimentazione, per esempio. Noto il caso di Ildegarda de Bingen, donna straordinaria e badessa, che non solo è stata grandissima compositrice di musica sacra, ma che ha anche iniziato l’Europa alla conoscenza e l’uso delle erbe, spezie e cibi a scopo medicale.

E poi la conoscenza delle arti, della letteratura e della musica.

I conventi benedettini sono stati i luoghi grazie ai quali opere come quelle di Tacito e tante altre si sono conservate – sarebbero altrimenti andate perse per sempre. I monaci, con la loro infinita pazienza e cura dei dettagli, hanno copiato per centinaia di anni innumerevoli testi scritti a mano, prima di diventare anche i promotori di una delle prime tecniche di stampa moderne. Ma non solo questo. Se a tavola abbiamo delle regole, lo dobbiamo a San Benedetto. Fu lui il primo ad introdurre le posate personali per ogni commensale, e il tovagliolo personale. Il fatto che a tavola non sia buona educazione parlare, viene anche da lui. Non si parla perché si prega, nella regola benedettina. E ancora i punti interrogativi ed esclamativi, coniati dai monaci per semplificare una parola romana di domanda e di esclamazione, e la stessa idea che la vita quotidiana debba essere scandita tra lavoro e preghiera, il lavoro visto come altamente degno, in Cristo, e non solo come “il fare degli schiavi”, come era considerato fino a quel momento.

Ma oltre questo, la cultura sulla base della quale l’Europa si è propriamente fatta. I valori alla base della nostra storia che lui prima di tutti ha codificato e poi in qualche modo “esportato” in ogni luogo in cui i suoi monasteri nascevano.

Quello di Subiaco, nello specifico, è un luogo nato a ridosso della roccia, quella casa nella quale aveva trascorso gli anni in solitudine con Dio, ed è un capolavoro dell’architettura e dell’arte, che ben esprime alcune componenti della vita eremitica e che racchiude quell’amore per la contemplazione che così forte si può respirare in quelle montagne. 

Sono innumerevoli le conoscenze e i contributi che Benedetto, a partire dalla sua ispirazione, ha dato al mondo. Quello che all’epoca era considerato il mondo, l’Europa del tempo, quindi.

Mi chiedo quanto ne siamo davvero consapevoli. E se volete esplorare maggiormente la vita e il percorso di San Benedetto, vi consiglio davvero di mettervi in viaggio.

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