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Bari

Porti pugliesi, allarme sulla riforma: “No a centralismo e tagli alle risorse”

Mozione del Pd in Regione per difendere autonomia e investimenti dell’Autorità del Mare Adriatico Meridionale

Il porto di Bari

Il porto di Bari

BARI – Una presa di posizione netta contro la riforma della governance portuale nazionale arriva dal Consiglio regionale pugliese. La consigliera del Partito Democratico Isabella Lettori ha annunciato il deposito di una mozione, condivisa dall’intero gruppo dem, con l’obiettivo di tutelare l’autonomia decisionale e finanziaria dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

Al centro delle preoccupazioni c’è il progetto del Governo che prevede la nascita della società “Porti d’Italia S.p.A.”. Secondo Lettori, la riforma rischia di incidere in maniera significativa sulla capacità operativa dei porti pugliesi. “Ci troviamo davanti a un rischio concreto di depotenziamento delle realtà territoriali”, spiega la consigliera, sottolineando come il nuovo assetto potrebbe trasformare le Autorità di Sistema in strutture con funzioni prevalentemente amministrative.

Nel mirino anche l’ipotesi di prelievi sulle tasse portuali fino al 25%, oltre al trasferimento delle decisioni sulle grandi opere strategiche a livello centrale. Una prospettiva che, secondo la consigliera, penalizzerebbe scali come Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia e Monopoli, insieme a Termoli, che necessitano invece di tempestività nelle scelte e conoscenza diretta delle esigenze locali.

Lettori richiama quindi la necessità di una posizione condivisa, ricordando quanto avvenuto in Friuli Venezia Giulia, dove una mozione analoga è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, con il voto favorevole anche della maggioranza di centrodestra. “La difesa dello sviluppo regionale non ha colore politico”, evidenzia, invitando anche in Puglia a trovare una convergenza su un sistema che, nei primi 9 mesi del 2025, ha movimentato 12 milioni di tonnellate di merci e 1,5 milioni di passeggeri.

La mozione impegna il presidente della Regione, Antonio Decaro, ad attivarsi nei confronti del Governo e in sede di Conferenza delle Regioni per ottenere modifiche alla riforma. L’obiettivo è evitare un’eccessiva centralizzazione e garantire che le risorse generate dai porti restino sul territorio, sostenendo investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, mobilità ferroviaria, transizione ecologica e sicurezza.

“Non permetteremo che i porti pugliesi diventino strutture svuotate e governate a distanza”, conclude Lettori, ribadendo la volontà di difendere un comparto strategico per l’economia regionale.

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