TARANTO - Dura presa di posizione della deputata Francesca Viggiano sul "decreto sicurezza", al centro di una lunga seduta parlamentare che si è protratta fino a notte inoltrata. L’esponente del Partito democratico denuncia modalità di lavoro e contenuti del provvedimento, puntando il dito contro la gestione dell’Aula da parte della maggioranza.
“Sono intervenuta in aula, insieme alle colleghe ed ai colleghi dell’opposizione alle 2.00 passate, in una seduta fiume imposta dalla maggioranza”, ha dichiarato Viggiano, sottolineando come il dibattito si sia svolto in condizioni difficili. La parlamentare ha inoltre evidenziato che, secondo quanto riferito, la stessa maggioranza avrebbe poi lasciato l’Aula, impedendo di fatto il voto sugli ordini del giorno.
“Hanno abbandonato l’aula, impedendoci di votare gli ordini del giorno che sarebbero serviti ad impegnare il Governo a migliorare le storture di questo Dl sicurezza”, ha aggiunto, definendo il provvedimento “già incostituzionale prima di entrare in vigore”.
Nel suo intervento, la deputata ha ribadito la volontà dell’opposizione di proseguire il confronto politico su questi temi. “Non ci fermeremo nella nostra battaglia per rendere la sicurezza non una forma di finta repressione e di inimicizia sociale”, ha affermato, criticando l’impostazione generale del decreto.
Particolare attenzione è stata riservata anche al tema delle politiche migratorie. Viggiano ha parlato di un sistema che, a suo giudizio, rischierebbe di generare distorsioni economiche e sociali. “Dopo aver fallito nelle politiche migratorie, il Governo sdogana il business dei migranti e dei rimpatri”, ha dichiarato, aggiungendo che tale meccanismo, se gestito in modo improprio, “potrebbe diventare una forma di arricchimento per la mafia”.
L’intervento della parlamentare si inserisce nel più ampio confronto politico sul decreto sicurezza, che continua a dividere maggioranza e opposizione sia nel merito delle norme sia nelle modalità di discussione parlamentare.