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Regione Puglia, la Fp Cgil attacca: “Immobilismo e diritti negati ai lavoratori”

Antonello Barnabà denuncia la mancanza di risposte e chiede alla politica un cambio di passo su stipendi, welfare e organizzazione del lavoro

Antonello Barnabà, Segretario Fp Cgil Puglia

Antonello Barnabà, Segretario Fp Cgil Puglia

BARI - Una presa di posizione netta nei confronti della Regione Puglia arriva dalla Fp Cgil, che torna a puntare il dito contro la gestione del personale. Nel corso dell’assemblea del 22 aprile, svolta sia in presenza che da remoto in tutte le sedi regionali, il segretario Antonello Barnabà ha denunciato una situazione di stallo che si protrae da tempo, parlando apertamente di mancanza di attenzione verso i dipendenti.

Secondo il sindacato, l’amministrazione regionale continua a trascurare questioni fondamentali legate alla valorizzazione del personale. “Per l’ennesima volta abbiamo denunciato l’immobilismo in cui versa da tempo l’amministrazione della Regione”, ha dichiarato Barnabà, sottolineando come questa inerzia abbia impedito di dare risposte attese da anni dai lavoratori.

Il tema centrale resta quello della valorizzazione economica e professionale, ritenuta ancora più urgente in una fase caratterizzata dall’aumento del costo della vita. “Una valorizzazione indispensabile in tempi difficili, in cui le competenze, rafforzate anche dalle nuove assunzioni, devono fare i conti con l’inflazione e con la necessità di incentivi aggiornati”, ha evidenziato il segretario.

Le criticità sono state formalizzate già a gennaio in una piattaforma rivendicativa trasmessa alla nuova guida politica regionale. Un documento che, secondo la Fp Cgil, contiene richieste essenziali: progressioni tra le aree, misure di welfare, maggiore ricorso al lavoro agile e attenzione alle sedi territoriali.

Chiediamo il minimo sindacale in questi tempi difficili”, ha ribadito Barnabà, richiamando il lavoro quotidiano svolto dai dipendenti regionali.

Durante l’assemblea, il segretario ha ripercorso i mesi recenti, parlando di inerzia amministrativa e di una progressiva sottrazione di responsabilità da parte degli uffici nei confronti del personale. Da qui l’appello diretto ai vertici istituzionali, dal presidente al capo di gabinetto fino all’assessore competente, affinché intervengano per sbloccare la situazione.

Abbiamo lanciato un appello alla politica affinché si faccia garante di un cambiamento mai realizzato”, ha affermato, ricordando anche il peso della rappresentanza sindacale, che copre il 67% dei lavoratori regionali.

Il messaggio finale è rivolto non solo ai dipendenti, ma all’intero sistema dei servizi pubblici. “Vogliamo una svolta”, ha concluso Barnabà, sottolineando come un cambio di rotta sia necessario “per i lavoratori, per i servizi e per i cittadini che ne usufruiscono”.

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