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Il ricordo
23 Aprile 2026 - 06:10
La costruzione del Ponte girevole - foto dalla pagina Facebook di Angelo Mariano
TARANTO - Ci apprestiamo a salutare il ponte girevole intitolato a San Francesco di Paola che tante volte ci ha fatto penare per i problemi dovuti alla sua vetusta età. Ormai sono tanti gli anni passati a sopportare il peso sempre meno sopportabile del transito veicolare cittadino, in particolare dei bus di Kyma Mobilità, costretti a transitare uno alla volta (per quelli extraurbani e turistici non se ne parla nemmeno).
Proprio nel 2028 allo spegnimento della settantesima candelina il vecchio “San Francesco di Paola’, com’è stato annunciato dalla Marina Militare sabato scorso, dovrà rassegnarsi alla pensione. Pezzo dopo pezzo, dopo tante vicissitudini, il ponte sarà smontato e senz’altro pronto a vivere nuova vita in altre forme, magari nelle nostre case come elettrodomestico.
La nuova possente struttura, pronta a sostenere il transito delle pesantissime Brt, i nuovi bus elettrici da 18 metri, sarà montata in un paio di mesi. In quel lasso di tempo i tarantini dovranno affrontare il purgatorio della passerella nel canale.
Un po’ lo rimpiangeremo, il vecchio caro ponte, inaugurato il 10 marzo del 1958. Chi scrive, all’epoca, aveva poco più di un anno, fu portato in braccio dal papà alla cerimonia nonostante le inclementi condizioni meteo. Spirava infatti un forte libeccio quel giorno, così che la mia dolce genitrice fino all’ultimo cercò di far desistere dal proposito, convinta dalla promessa di tenere ben imbacuccato il pargoletto.
Le cronache parlano di una giornata storica vissuta dalla città, con migliaia di persone accalcate su corso ai Due Mari, in attesa dell’arrivo delle autorità e in particolare del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, che assistette dal balcone dell’ammiragliato al defilamento delle unità navali. La città giustamente andava fiera della nuova realizzazione, che anticipava la rivoluzione industriale concretizzata dall’arrivo del centro siderurgico con tutte le conseguenze dapprima positive, per l’occupazione e l’ondata di benessere collettiva (Taranto diventò una delle città più ricche d’Italia); poi negative, per le motivazioni ben note. Ma questo è un altro discorso.
Del vecchio “San Francesco di Paola” conserviamo vivi ricordi delle allora frequenti aperture per il passaggio delle navi. Particolarmente impresse nella memoria quelle del ritorno dalle crociere delle navi della Marina Militare nel periodo della Settimana Santa: passavano dapprima le corazzate (la “Vittorio Veneto” su tutte) e poi man mano gli incrociatori e le unità minori fino alle corvette a chiudere il defilamento. Il tutto, fra le note festose della fanfara schierata sulla banchina del castello.
Non mancava il passaggio di mercantili e petroliere dirette ai cantieri navali per le periodiche manutenzioni: mezzi navali così maestosi che sembravano arrivare alla balaustra del canale.
L’orario di apertura pomeridiana avveniva solitamente alle ore 14.45, preceduta dall’arrivo dei marinai incaricati dell’interdizione del passaggio veicolare e pedonale, e dalla comparsa sul pennone del castello delle bandiere di segnalazione. Al loro issare, ecco i trilli di fischietto del sottufficiale della Marina al centro del ponte girevole e il pronto ancoraggio delle catene agli accessi. Quindi, ecco il prolungato ronzio dei macchinari in funzione e il lento allontanarsi dei bracci del ponte, o verso il lato castello oppure dalla parte opposta. Completata la manovra, ecco il lento passaggio della nave. Alla chiusura, una volta controllato da parte del sottufficiale il corretto aggancio dei due bracci metallici, il prolungato colpo di fischietto dava il via alla ripresa del transito, in un festoso sciamare di pedoni, di bici e motorini nonchè di auto che si facevano largo a colpi di clacson.
Con il precedente ponte girevole, era una gara fra i ”panarijdde” della Città vecchia e della Città nuova a raggiungere per primi la parte centrale del ponte al grido di “Savoia!”, quando la monarchia era ancora un vanto.
Con la chiusura dei Cantieri Navali e lo spostamento della base navale a Mar Grande, le aperture del ponte girevole sono diventate più rare, talvolta ridotte alla sola serata dall’8 maggio per il passaggio della processione a mare di San Cataldo benedicente. E di benedizioni la nostra città ha davvero tanto bisogno!
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