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Taranto

Personale del Comune, la Cisl Fp: “Piano insufficiente, servono assunzioni stabili”

Fabio Ligonzo dopo l’incontro con il Direttore generale: “Segnale positivo sul sociale, ma restano gravi carenze negli uffici e nella Polizia Locale”

Fabio Ligonzo

Fabio Ligonzo

TARANTO - Il piano triennale del fabbisogno del personale finisce al centro del confronto tra amministrazione e sindacati. A esprimere forti perplessità è la Cisl Fp, che al termine dell’incontro con il direttore generale Marco Lesto ha evidenziato criticità strutturali ancora irrisolte nell’organizzazione comunale.

A intervenire è il segretario aziendale Fabio Ligonzo, che pur riconoscendo il valore dello strumento di programmazione, ne sottolinea i limiti. “Il piano rappresenta un passaggio importante, ma rischia di non incidere realmente sulla carenza di organico che da anni penalizza il Comune”, ha dichiarato.

Secondo il sindacato, le assunzioni previste non sarebbero adeguate alle esigenze dei servizi. “I numeri sono insufficienti rispetto ai fabbisogni reali e la distribuzione dei profili non risponde pienamente alle necessità operative degli uffici”, ha spiegato Ligonzo, evidenziando in particolare la mancanza di personale amministrativo tra gli istruttori a fronte di un incremento dei funzionari.

Tra le criticità segnalate anche il ricorso crescente a contratti a tempo determinato, ritenuto una soluzione temporanea ma non strutturale. “Il lavoro precario non garantisce continuità né stabilità organizzativa”, ha sottolineato.

Un giudizio positivo viene invece espresso sul rafforzamento del settore sociale. “L’assunzione di assistenti sociali rappresenta un segnale concreto di attenzione verso un ambito strategico”, ha affermato, pur ribadendo che restano problemi rilevanti in altri comparti.

Particolarmente delicata la situazione della Polizia Locale. “Non si possono prevedere nuove assunzioni senza garantire prima le dotazioni essenziali al personale già in servizio”, ha evidenziato Ligonzo, richiamando la necessità di assicurare condizioni operative adeguate.

Il sindacato denuncia inoltre criticità legate all’organizzazione del lavoro e alla valorizzazione interna. “Le progressioni di carriera sono limitate e non rispondono alle aspettative dei lavoratori, con il rischio di incidere sulla motivazione e sulla qualità dei servizi”, ha spiegato.

Altro elemento critico riguarda la programmazione futura. “Il piano appare concentrato sul 2026, mentre manca una visione strutturata per gli anni successivi”, ha osservato il segretario.

Per la CISL FP è necessario un cambio di passo. “Occorre rafforzare il piano, aumentare le assunzioni a tempo indeterminato, soprattutto tra gli istruttori, e ridurre il ricorso al precariato”, ha ribadito Ligonzo.

In chiusura, l’apertura al dialogo accompagnata da un monito. “Siamo pronti al confronto, ma servono scelte chiare e coraggiose: il futuro dell’ente e la qualità dei servizi dipendono da decisioni che non possono più essere rinviate”, ha concluso.

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