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Trepuzzi

Spedizione punitiva, giovane accoltellato: ferito alla gola

Dal litigio nella movida leccese all'aggressione a Trepuzzi: 20enne colpito al collo, indaga la polizia. Individuati i presenti

Ambulanza del 118

Ambulanza del 118 - archivio

TREPUZZI - Dalla tensione nata nel cuore della movida leccese a un’aggressione avvenuta poche ore dopo, con il rischio di conseguenze ben più gravi. Un giovane di 20 anni, di origini tunisine e residente in Italia con la famiglia, è rimasto ferito con un coltello al termine di quella che gli investigatori ritengono una spedizione punitiva.

Il ragazzo è arrivato al Dea dell’ospedale Ospedale Vito Fazzi intorno alle 2 della notte scorsa, con una ferita tra gola e nuca. Le condizioni, inizialmente preoccupanti per la zona colpita, si sono rivelate meno gravi del previsto, consentendo ai medici di intervenire tempestivamente. La lesione è stata suturata con circa 11 punti e il giovane è stato dimesso con una prognosi di circa 2 settimane.

Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio sarebbe collegato a un violento diverbio avvenuto la sera precedente in piazzetta Vittorio Emanuele, nel centro di Lecce, punto di riferimento della movida. La tensione non si sarebbe esaurita con il litigio, ma sarebbe sfociata in un’aggressione a distanza di poche ore, consumata a Trepuzzi, nei pressi della stazione.

Sul luogo dell’accoltellamento sono intervenuti gli agenti della sezione Volanti della Questura di Lecce, che hanno avviato immediatamente le indagini. Le attività investigative, coordinate dal dirigente Andrea Rosato, si stanno concentrando sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza sia dell’area in cui è avvenuta l’aggressione sia del punto in cui si sarebbe verificato il primo scontro.

Gli investigatori avrebbero già individuato il presunto autore e alcuni dei presenti, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per completare le identificazioni e chiarire i ruoli di ciascuno. Non si esclude che possano essere adottati provvedimenti in tempi brevi.

Resta alta l’attenzione su una vicenda che evidenzia come una lite, nata in un contesto di aggregazione giovanile, possa degenerare rapidamente in un episodio di violenza, con esiti che avrebbero potuto essere ben più gravi.

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