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Bari
20 Aprile 2026 - 11:48
Statkraft, impianto solare
BARI - Prende il via un progetto che punta a ridefinire il rapporto tra produzione agricola ed energia rinnovabile. È stato avviato il cantiere di “AgriBari”, l’impianto agrivoltaico sperimentale promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro in collaborazione con Statkraft, leader europeo nel settore delle rinnovabili.
L’iniziativa nasce all’interno di un percorso di ricerca sviluppato con il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’ateneo barese, con l’obiettivo di analizzare in modo scientifico la coesistenza tra coltivazioni e produzione di energia solare. Il progetto, infatti, intende misurare lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto gli effetti dell’integrazione tra attività agricole e fotovoltaico.
AgriBari si sviluppa nel territorio di Valenzano, presso l’azienda didattico-sperimentale “P. Martucci”, su una superficie di circa 1,5 ettari. La potenza complessiva prevista è di 200 kWp, con una durata della sperimentazione fissata in 4 anni, eventualmente prorogabili. L’energia prodotta sarà destinata in via prioritaria all’autoconsumo universitario, mentre l’eventuale surplus verrà immesso nella rete.
Il progetto si presenta come un laboratorio a cielo aperto, pensato per valutare l’impatto delle tecnologie agrivoltaiche su colture orticole e arboree, con particolare attenzione a resa, qualità e sviluppo fenologico. Accanto a questo, verranno analizzati anche gli effetti sulle condizioni microclimatiche del suolo e sulle pratiche agricole.
Un altro elemento centrale riguarda l’innovazione tecnologica. Saranno testati sistemi avanzati di monitoraggio, sensori e strumenti legati all’agricoltura 4.0, oltre alla compatibilità dell’impianto con l’utilizzo di macchine agricole tradizionali. Parallelamente, verrà studiato anche il rendimento energetico dei pannelli, con particolare attenzione al fenomeno del cosiddetto soiling, ovvero l’accumulo di polveri e residui che può influire sulla produzione.
Il piano agronomico prevede la sperimentazione di diverse colture, tra cui ortaggi, alberi e vite, selezionate in base alla loro rilevanza nel contesto agricolo pugliese. L’impianto sarà strutturato su due configurazioni differenti, con pannelli installati a circa 2,1 metri nella versione elevata e a circa 0,9 metri in quella standard, affiancate da aree di controllo prive di fotovoltaico.
Particolare attenzione sarà dedicata alla sostenibilità ambientale. Il progetto prevede un monitoraggio continuo della biodiversità, con l’analisi di indicatori legati a piante, impollinatori, fauna e qualità del suolo, con l’obiettivo di valutare eventuali benefici netti per l’ecosistema.
Bernardo Ricci Armani, Country Manager Italy di Statkraft, sottolinea il valore strategico dell’iniziativa. “AgriBari rappresenta uno dei progetti pilota su cui stiamo lavorando a livello globale per sviluppare metodologie legate alla biodiversità”, afferma, evidenziando come l’agrivoltaico costituisca una componente centrale dello sviluppo del gruppo in Italia.
Anche dal mondo accademico arriva una lettura significativa del progetto. Francesco Santoro, responsabile scientifico e delegato del rettore per il patrimonio edilizio, spiega che “AgriBari consente di verificare sul campo come la produzione agricola possa integrarsi con sistemi innovativi mantenendo efficienza e continuità delle pratiche colturali”, sottolineando al contempo le ricadute positive in termini di sostenibilità e valorizzazione delle infrastrutture universitarie.
La realizzazione dell’impianto è stata affidata a Greenergy, mentre le attività di monitoraggio della biodiversità saranno supportate dalla piattaforma XNatura sviluppata da 3Bee. Il progetto si basa su oltre 20 anni di esperienza del Di.S.S.P.A. nel settore agronomico e sulla competenza internazionale di Statkraft nello sviluppo di impianti per la produzione e l’accumulo di energia rinnovabile.
L’obiettivo finale è costruire un modello replicabile, capace di coniugare produzione agricola, energia pulita e tutela ambientale. I risultati della sperimentazione serviranno infatti a migliorare la progettazione futura degli impianti agrivoltaici, contribuendo alla diffusione di soluzioni sostenibili nel contesto mediterraneo.
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