BARI - Una presa di posizione netta contro l’ipotesi di aumento dell’addizionale Irpef per coprire il disavanzo sanitario. Il sindacato SPI CGIL Puglia interviene con un duro comunicato, a firma del segretario generale Michele Tassiello, indirizzato al presidente della Regione, Antonio Decaro, esprimendo contrarietà a quella che viene definita una scelta inaccettabile.
“Apprendiamo che la Giunta Regionale - scrive Tassiello - voglia procedere con l’aumento dell’aliquota dell’addizionale Irpef per coprire il disavanzo della sanità. La consideriamo una soluzione inaccettabile”, si legge nel documento. Una posizione che punta a difendere la fascia più anziana della popolazione, ritenuta già fortemente penalizzata dalle criticità del sistema sanitario.
Nel testo, il sindacato sottolinea come i pensionati rappresentino una delle categorie più colpite dalle inefficienze accumulate negli ultimi anni. “Per gli anziani si tratterebbe di un torto che non meritano”, evidenzia lo SPI CGIL, ricordando le difficoltà legate a liste d’attesa prolungate e spesso incompatibili con le esigenze di salute.
Non manca, tuttavia, un riconoscimento per alcune misure adottate recentemente. Il sindacato apprezza l’impegno della Regione nel tentativo di ridurre l’arretrato delle prestazioni sanitarie, anche attraverso l’apertura delle strutture in orari serali e nei giorni festivi. “Aver aperto le strutture di sera e anche nei giorni festivi per assicurare le prestazioni a chi aspettava da anni è stata un’operazione che non è passata inosservata”, si legge.
Allo stesso tempo, però, lo SPI CGIL contesta con forza l’eventuale ricorso a nuove tasse. “La soluzione di mettere mani nelle tasche delle persone non può che essere accolta come una beffa”, afferma il sindacato, richiamando le difficoltà vissute da molti anziani negli anni, tra rinvii, attese e ricorso alla sanità privata per ottenere cure in tempi accettabili.
Il documento entra nel merito delle criticità, ricordando le situazioni di chi ha atteso anche anni per interventi chirurgici o si è sentito proporre scorciatoie a pagamento per accorciare i tempi. “Lei converrà che per un anziano il tempo brucia più in fretta: un mese in più di attesa può risultare decisivo”, viene sottolineato nel testo.
Tra le richieste avanzate, il Tassiello indica la necessità di rispettare i tempi previsti dalla legge per l’erogazione delle prestazioni, garantendo priorità ai casi urgenti, ai malati oncologici e agli anziani ultraottantenni. Una proposta che, pur non essendo prevista da norme specifiche, viene indicata come un segnale concreto di attenzione verso le fasce più fragili.
Il segretario generale evidenzia anche il peso crescente della popolazione anziana in Puglia, stimata intorno al 25% del totale, con una previsione di ulteriore aumento nei prossimi anni. Da qui la richiesta di adeguare l’organizzazione dei servizi sanitari alle esigenze reali, senza necessariamente ricorrere a nuovi costi ma puntando su soluzioni di carattere organizzativo.
Spazio anche al tema dell’assistenza domiciliare, definita ancora insufficiente, e ai ritardi nella realizzazione delle case della salute, che secondo il sindacato non stanno ancora garantendo i benefici attesi, costringendo molti cittadini a rivolgersi ai pronto soccorso.
La conclusione è un appello diretto alla Regione. “Gli anziani non chiedono altro che un sistema sanitario che si prenda cura. Si trovino i soldi altrove per coprire il debito, prenderli dai pensionati è un atto di ingiustizia”, ribadisce lo SPI CGIL, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche fiscali e sanitarie.