TARANTO - Un nuovo episodio di violenza all’interno della casa circondariale riporta al centro dell’attenzione le condizioni del sistema penitenziario pugliese. Un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto durante un controllo, riportando la frattura di una costola e una prognosi di 30 giorni.
A ricostruire quanto accaduto è la Federazione Sindacale Co.S.P., che parla di un contesto già fortemente compromesso. “Avevamo visitato prima Brindisi e poi Taranto, due realtà pugliesi in grave difficoltà per sovraffollamento detentivo e carenza di personale di polizia e amministrativo, una situazione disastrosa che lascia l’amaro in bocca”, spiegano dal sindacato, evidenziando come in Puglia si registrino oltre 5000 detenuti a fronte di circa 2400 posti disponibili.
L’aggressione si sarebbe verificata durante le operazioni di verifica dei pacchi consegnati dai familiari. L’agente avrebbe individuato circa 35 grammi di sostanza stupefacente nascosti tra gli alimenti, scatenando la reazione del detenuto, originario di Brindisi e affetto, secondo quanto riferito, da patologie psichiatriche.
Nel tentativo di recuperare il materiale illegale, il recluso avrebbe colpito con violenza il poliziotto, scaraventandolo contro una parete. Solo l’intervento degli altri agenti presenti avrebbe consentito di bloccare definitivamente l’uomo e riportare la situazione sotto controllo.
Il Co.S.P. sottolinea come il detenuto fosse già noto per episodi analoghi e torna a denunciare le criticità strutturali della casa circondariale di Taranto. La struttura ospiterebbe oltre 820 detenuti a fronte di una capienza inferiore ai 350 posti, una condizione che, secondo il sindacato, rende sempre più complessa la gestione quotidiana.
Particolarmente delicato il tema dei detenuti con disturbi psichiatrici. “Si tratta di soggetti che necessiterebbero di cure in strutture sanitarie specifiche e non della permanenza in cella, un dramma nel dramma che si trascina da anni”, afferma Domenico Mastrulli, leader della FS-Co.S.P.
Nel suo intervento, Mastrulli amplia lo sguardo all’intero sistema nazionale, parlando di una situazione ormai fuori controllo. “Parliamo di oltre 64000 detenuti rispetto a circa 43000 posti letto, senza che si registrino interventi concreti da parte della politica e dei Governi per ristabilire condizioni di vivibilità dignitose nelle carceri”, dichiara.
L’ennesimo episodio di violenza diventa così il simbolo di una crisi più ampia, che secondo il sindacato richiede risposte urgenti sia sul piano della sicurezza sia su quello dell’organizzazione del sistema penitenziario.