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Il fatto
16 Aprile 2026 - 06:29
Università degli studi di Bari - Ateneo
BARI - Cresce la mobilitazione in città dopo l’arresto del giornalista Ahmed Shihab-Eldin, fermato in Kuwait mentre si trovava in visita dai familiari. La comunità pugliese esprime forte preoccupazione per la vicenda e manifesta piena solidarietà nei confronti del reporter, noto a livello internazionale e oggi residente a Bari.
Secondo quanto reso noto, il fermo sarebbe avvenuto in seguito alla diffusione di un video che documentava l’abbattimento di un caccia statunitense da parte di missili iraniani. Nei confronti del giornalista sono state formulate accuse di diffusione di informazioni ritenute false, danno alla sicurezza nazionale e uso improprio del telefono. Contestazioni che diverse organizzazioni per la libertà di stampa, tra cui il Committee to Protect Journalists, giudicano generiche e spesso utilizzate per limitare l’attività dei giornalisti indipendenti.
Ahmed Shihab-Eldin, di origine palestinese, vanta una carriera costruita tra importanti realtà dell’informazione internazionale come New York Times, BBC e Al Jazeera. Da tempo vive nel capoluogo pugliese, dove insegna comunicazione e storytelling all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio che, secondo quanto riportato, vedrebbe in Kuwait numerosi arresti legati alla condivisione di contenuti sugli attacchi missilistici nel quadro del conflitto con Stati Uniti e Israele. La normativa locale prevede pene detentive fino a 10 anni per la diffusione di notizie considerate sensibili in ambito militare.
Nel comunicato diffuso, si richiama l’attenzione su un clima internazionale segnato da tensioni crescenti e da episodi di compressione delle libertà fondamentali. In questo scenario, viene ribadita la necessità di tutelare il diritto di cronaca come principio cardine delle democrazie.
Ahmed, sottolineano i promotori dell’iniziativa, è parte integrante della comunità barese. La sua presenza nelle mobilitazioni del 2025 e il suo impegno civile hanno contribuito a rafforzare il legame con il territorio, rendendo la sua vicenda ancora più sentita in città.
Accolte con favore le prese di posizione espresse dal Comune di Bari, dalla Regione Puglia e dall’Università, considerate però un primo passo. Ai rappresentanti istituzionali viene rivolto l’invito a tradurre queste dichiarazioni in una partecipazione concreta alle iniziative pubbliche.
Da qui l’appello a mantenere alta la pressione sulle autorità kuwaitiane e a sollecitare un intervento deciso da parte del Governo italiano per ottenere il rilascio del giornalista e il suo rientro in Italia. La richiesta è chiara: garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali e della libertà di stampa.
Intanto è stato organizzato un presidio aperto alla cittadinanza per il 16 aprile alle ore 19:00 in piazza Umberto. L’iniziativa punta a coinvolgere cittadini, operatori dell’informazione, organizzazioni sindacali, partiti e istituzioni.
ADESIONI:
Global Sumud Flotilla Puglia
USB
Tony La Piccirella
Lorenzo D’Agostino - giornalista
Rifondazione Comunista Bari
BIG Bari International Gender Festival
Comitato per la Pace di Terra di Bari
Cobas
Comitato contro il genocidio del popolo palestinese, contro il riarmo, per la pace di Brindisi
Cambiare Rotta
OSA
Refugees Welcome Bari
Spazio 13
Donne in Nero Bari
UDU Bari
UDS Bari
Zona Franka
Rete Puglia
UDS Puglia
Partito dei Carc
RiseUp! Triggiano
Cooperativa sociale AL.i.c.e
Articolo 11 - L’italia ripudia la guerra
Everything is Connected APS
Associazione Effetto Terra - Campagneros
La Giusta Causa
Associazione Teatro delle Bambole
Associazione GLR
Movimento 5 Stelle
AVS Puglia
UDS Puglia
Partito Democratico
Giovani Democratici
Giovani Comuniste/i
Rifondazione Comunista Federazione Provinciale di Bari
DisarmaTerra Gioia del Colle
Giraffa Onlus
Un elenco destinato ad ampliarsi di ora in ora, segno di una mobilitazione in continua crescita attorno alla vicenda del giornalista.
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