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Il dati
15 Aprile 2026 - 16:38
Lavoro
BARI - Il mercato del lavoro nell’area metropolitana di Bari mostra segnali di evidente rallentamento. È quanto emerge dal Dossier statistico Lavoro 2025, presentato questa mattina nella sede provinciale della CISL in via Carulli dal segretario generale Giuseppe Boccuzzi, che ha analizzato i dati Istat relativi a occupazione, disoccupazione e inattività.
Il quadro delineato è critico e preoccupante. Nel territorio si registrano 13.000 occupati in meno rispetto al 2024, di cui 7.000 soltanto nel capoluogo. A questo si aggiunge un incremento di 3.000 disoccupati e soprattutto una crescita significativa dell’inattività, con 10.000 persone in più fuori dal mercato del lavoro, per un totale che raggiunge 305.000 inattivi nella provincia e 78.000 nella sola città di Bari.
Boccuzzi non usa mezzi termini nel commentare i dati. "I dati ci dicono che il lavoro nel nostro territorio non è soltanto insufficiente: è troppo spesso fragile, discontinuo, povero", afferma, sottolineando come la qualità dell’occupazione rappresenti uno dei nodi principali della crisi. Il fenomeno del lavoro precario e a basso reddito coinvolgerebbe circa 100000 persone nell’area metropolitana.
L’analisi evidenzia inoltre una contrazione del lavoro dipendente a fronte di una crescita di quello autonomo, mentre resta marcato il divario occupazionale tra uomini e donne. Un insieme di criticità che, secondo la CISL, rischia di indebolire ulteriormente il tessuto sociale, incidendo sulle prospettive delle famiglie e dei giovani.
Il territorio barese continua a registrare ritardi significativi rispetto agli standard nazionali ed europei. Il tasso di occupazione resta distante oltre 20 punti percentuali dall’obiettivo europeo del 78% fissato per il 2030, senza riuscire a posizionarsi stabilmente tra le realtà più dinamiche del Mezzogiorno.
"Chiediamo una responsabilità collettiva. Nessuno può chiamarsi fuori", ribadisce Boccuzzi, lanciando un appello a istituzioni, parti sociali, sistema produttivo e mondo della formazione. "O si sceglie la via della partecipazione e della programmazione territoriale, oppure precarietà e marginalità diventeranno una condizione permanente per troppe persone e troppe famiglie".
Proprio in questa direzione, la CISL propone la costruzione di un patto partecipativo territoriale per il lavoro, che coinvolga soggetti pubblici e privati, tra cui Città metropolitana, Comune di Bari, università, centri per l’impiego, Camera di Commercio e organismi di rappresentanza.
Il dossier, composto da 32 pagine, non si limita all’analisi ma individua anche una serie di interventi concreti. Tra le linee guida indicate figurano il rafforzamento dell’occupazione stabile, il contrasto all’inattività, politiche mirate per l’occupazione femminile e una maggiore integrazione tra formazione e fabbisogni delle imprese.
"La nostra proposta non è un esercizio di analisi, ma una chiamata all’impegno comune", conclude Boccuzzi. L’obiettivo è costruire un’alleanza stabile capace di rimettere al centro il lavoro di qualità, la dignità delle persone e la coesione sociale, elementi ritenuti indispensabili per il futuro dell’intero territorio.
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