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Il fatto
15 Aprile 2026 - 06:50
Un tir sulle strade di Puglia - Archivio
BARI - Il rincaro dei carburanti mette in ginocchio il settore dell’autotrasporto, con effetti sempre più pesanti sull’intero sistema produttivo. Le imprese del comparto si trovano oggi a operare in condizioni economiche insostenibili, con costi che superano i ricavi e una gestione quotidiana che, in molti casi, si traduce in perdite certe o nella necessità di fermare i mezzi per contenere i danni.
A denunciare la gravità della situazione è il coordinamento nazionale Unatras, che già con una nota diffusa l’8 aprile ha avvertito il Governo sulle possibili conseguenze. Senza interventi immediati, il rischio è quello di un fermo nazionale del settore, misura che potrebbe essere valutata dal comitato esecutivo convocato per il 17 aprile, come estrema risposta per salvaguardare la sopravvivenza di migliaia di aziende e la continuità dei servizi logistici.
In questo contesto, il Consiglio direttivo di Confartigianato Trasporti Puglia ha deciso di proclamare con urgenza lo stato di agitazione a livello regionale, anticipando possibili azioni di protesta.
A spiegare la portata della crisi è il presidente Paolo Pertosa, che descrive un quadro ormai fuori controllo. Ogni mezzo che si mette in moto genera perdite, mentre lungo la filiera, secondo quanto evidenziato, ci sarebbero soggetti che continuano a trarre vantaggio scaricando sul comparto le responsabilità degli aumenti.
Le imprese di trasporto, sottolinea l’associazione, non stanno beneficiando in alcun modo dei rincari registrati sul mercato. Al contrario, si trovano schiacciate dall’aumento dei costi operativi, senza adeguati margini di compensazione, in una condizione definita di vero e proprio default operativo.
In attesa delle decisioni che verranno assunte a livello nazionale il 17 aprile, Confartigianato Trasporti Puglia ha deciso di avviare una prima iniziativa di sensibilizzazione. Per il 16 aprile è stata promossa una mobilitazione simbolica, rivolta a tutte le imprese del settore, con l’obiettivo di rendere visibile la difficoltà vissuta dagli operatori.
L’invito è quello di documentare i mezzi fermi nei piazzali, accompagnandoli con lo “scontrino d’emergenza”, simbolo della protesta, e condividere le immagini sui social per diffondere il messaggio dell’iniziativa.
Al centro della mobilitazione lo slogan scelto dall’associazione, che sintetizza la preoccupazione dell’intero comparto. Se il trasporto si ferma, si blocca l’intero sistema economico, con ricadute dirette sulla filiera logistica e sull’approvvigionamento di beni e servizi.
La vertenza resta aperta e si intreccia con le decisioni che saranno assunte nei prossimi giorni a livello nazionale. Sullo sfondo, la richiesta di interventi urgenti per evitare il collasso di un settore considerato strategico per l’economia del Paese.
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