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Vinitaly
15 Aprile 2026 - 06:37
Vino pugliese, export raddoppiato in 10 anni: il settore cambia volto
VERONA - Il settore vitivinicolo pugliese si trova in una fase di profondo rinnovamento, tra espansione commerciale e trasformazioni strutturali. Il tema è stato al centro del confronto promosso da Coldiretti Puglia nell’ambito di Vinitaly, con la partecipazione di esperti e rappresentanti istituzionali.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti Denis Pantini, Massimo Tripaldi e l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, che hanno analizzato le dinamiche in atto nel comparto.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’andamento dell’export. Secondo le elaborazioni di Nomisma, nel 2025 il valore del vino pugliese ha raggiunto i 242 milioni di euro, segnando un raddoppio nell’arco di 10 anni. Un dato che evidenzia la crescente capacità della regione di posizionarsi sui mercati internazionali, nonostante un contesto globale segnato da una contrazione dei consumi e delle importazioni.
Parallelamente si registra un’evoluzione della struttura produttiva. I vini a denominazione DOP rappresentano circa il 31% della produzione, mentre la quota maggiore è costituita dagli IGP, che si attestano intorno al 64%. Residuale la presenza dei vini generici. Un quadro che descrive un sistema ancora ampio ma progressivamente orientato verso produzioni a maggiore valore.
Sul piano organizzativo, il presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo ha richiamato l’esigenza di aggiornare il catasto vitivinicolo, ritenuto uno strumento indispensabile per garantire trasparenza e migliorare la pianificazione del settore. Sulla stessa linea il direttore Pietro Piccioni, che ha sottolineato la necessità di intervenire sulle rese produttive per riequilibrare il mercato e accrescere il valore delle produzioni, evidenziando anche il ruolo strategico dei consorzi di tutela.
Per quanto riguarda le tipologie, la produzione regionale resta fortemente caratterizzata da vini rossi e rosati, che rappresentano il 61,6%, ma si registra una crescita significativa dei bianchi, oggi al 38,4%, in linea con le nuove preferenze dei consumatori.
Proprio i consumi stanno vivendo un cambiamento profondo. Si riduce la frequenza di consumo quotidiano, mentre il vino viene sempre più associato a momenti specifici. Non si tratta di una diminuzione della domanda, ma di una sua trasformazione, legata anche al mutamento della platea dei consumatori. Le generazioni più giovani tendono a ridurre l’assunzione abituale, mentre il baricentro si sposta verso fasce di età più mature, con effetti diretti sulle dinamiche di mercato.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un comparto in evoluzione. La vitivinicoltura pugliese continua a crescere sui mercati, ma è chiamata a rafforzare qualità e identità, trasformando i risultati quantitativi in valore aggiunto e consolidando il proprio posizionamento nel panorama nazionale e internazionale.
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