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Brindisi
12 Aprile 2026 - 07:10
Movida notturna -archivio
BRINDISI - I disagi legati alla cosiddetta movida finiscono al centro di un’azione formale contro l’amministrazione comunale.
L’Associazione nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha notificato una diffida al Comune di Brindisi, agendo per conto del comitato “Civilmente in Centro” e di 51 residenti del centro storico.
Il documento segna un passaggio decisivo nella vertenza: dalle segnalazioni si passa alla richiesta ufficiale di risarcimento dei danni, avanzata nei confronti dell’ente pubblico. L’iniziativa rappresenta, secondo i promotori, una svolta nella gestione della protesta contro i disagi causati dalla cosiddetta “mala movida”.
Dall’associazione fanno sapere che in assenza di risposte concrete entro 15 giorni, i firmatari sono pronti a intraprendere un’azione giudiziaria per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. In caso contrario, la vicenda potrebbe trasferirsi dalle strade del centro alle aule di tribunale.
A spiegare le ragioni della diffida è l’avvocato Emilio Graziuso, presidente dell’associazione, secondo cui i residenti avrebbero più volte segnalato, anche formalmente, le criticità legate alla vita notturna senza ricevere risposte efficaci. La gestione del fenomeno, viene sottolineato, rientra tra le responsabilità del Comune, chiamato a garantire la tutela della qualità della vita e della sicurezza urbana.
Alla base della richiesta risarcitoria vi sono precedenti giurisprudenziali che, in situazioni analoghe, hanno riconosciuto il diritto dei cittadini a ottenere un indennizzo in presenza di inerzia da parte delle amministrazioni locali. In quei casi, i giudici hanno evidenziato l’assenza di misure adeguate per contenere affollamenti e criticità nei centri storici durante le ore serali e notturne.
I residenti denunciano immissioni sonore ritenute insostenibili, tra musica, urla e schiamazzi notturni, oltre a fenomeni di degrado igienico, risse, utilizzo di fuochi d’artificio e parcheggi irregolari. Una situazione che, secondo i firmatari, comprometterebbe la vivibilità del centro e inciderebbe anche sul valore degli immobili.
Secondo quanto riferito dall’associazione, pronunce di diversi tribunali italiani e della Corte di Cassazione avrebbero già riconosciuto la responsabilità degli enti locali in casi simili, evidenziando come l’assenza di interventi possa ledere diritti fondamentali quali salute, riposo e tranquillità dei cittadini.
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