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Taranto

Mercato ortofrutticolo, scontro sul futuro del ME.TA: “No alla gestione ai privati”

Il consigliere Stano attacca il progetto del Comune: “Rischio perdita di controllo e aumento dei costi per produttori e cittadini”

Gregorio Stano

Gregorio Stano

TARANTO - Si accende il confronto politico sul futuro del Mercato ortofrutticolo all’ingrosso ME.TA., al centro di un percorso avviato dall’amministrazione comunale per la gestione e riqualificazione della struttura attraverso una consultazione di mercato.

A intervenire è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Gregorio Stano, che esprime forte contrarietà all’ipotesi di affidamento a soggetti privati, definendola una scelta che rischia di compromettere il ruolo pubblico nella gestione di un’infrastruttura strategica.

“Si tratta dell’ennesima conferma di una visione politica che preferisce cedere il timone ai privati invece di assumersi la responsabilità di una gestione pubblica efficiente”, afferma Stano, criticando l’indirizzo intrapreso dall’amministrazione.

Secondo il consigliere, il ME.TA. non può essere considerato un semplice bene immobiliare, ma rappresenta un nodo fondamentale per il sistema agroalimentare del territorio. “È un’infrastruttura vitale per la sovranità alimentare, un punto di collegamento tra l’Arco Jonico e i mercati nazionali”, sottolinea, evidenziando il valore strategico della struttura.

La preoccupazione principale riguarda la possibile perdita di controllo pubblico su un settore ritenuto delicato. “Affidare la gestione a un operatore privato significa rinunciare al controllo su un comparto fondamentale, con il rischio che prevalgano logiche di profitto a discapito dei piccoli produttori e della qualità dei servizi”, prosegue.

Nel mirino del Movimento 5 Stelle anche le motivazioni addotte dall’amministrazione, che ha richiamato criticità operative e limiti negli investimenti. Secondo Stano, tali condizioni sarebbero il risultato di una gestione carente nel tempo. “Le difficoltà attuali derivano da anni di mancanza di visione e di manutenzione programmata”, osserva.

Tra i punti sollevati dal consigliere emerge il timore di ricadute economiche sugli operatori e, di conseguenza, sui cittadini. “La gestione privata potrebbe tradursi in un aumento delle tariffe per i boxisti e i produttori, con effetti diretti sui prezzi al consumo”, evidenzia.

Altro nodo riguarda il tema della riqualificazione della struttura. Stano contesta l’idea che la necessità di interventi possa giustificare una cessione della gestione. “Non si può usare la manutenzione come alibi per dismettere il patrimonio pubblico. Esistono fondi europei e regionali che il Comune avrebbe potuto utilizzare per ammodernare l’hub”, aggiunge.

Da qui la proposta alternativa avanzata dal Movimento 5 Stelle, che punta su una gestione pubblica rafforzata. “Chiediamo all’amministrazione di fermarsi. La valorizzazione non passa necessariamente dalla privatizzazione. Serve un modello di gestione pubblica partecipata o la creazione di un’azienda speciale capace di reinvestire gli utili nella struttura”, conclude Stano.

Il consigliere ribadisce infine la necessità di un cambio di approccio. “La politica deve tornare a programmare e gestire, non limitarsi a fare da intermediario per i privati”, afferma, rilanciando il dibattito su uno dei nodi strategici per il futuro dell’economia agricola locale.

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