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L'iniziativa

Taranto si illumina contro la sindrome del bambino scosso

Palazzo di Città e Castello Aragonese in arancione per sensibilizzare su un fenomeno poco conosciuto ma gravissimo

Taranto si illumina contro la sindrome del bambino scosso

Taranto si illumina contro la sindrome del bambino scosso

TARANTO – Due luoghi simbolo della città si tingeranno di arancione per accendere l’attenzione su una delle emergenze più insidiose in ambito pediatrico. Sabato 11 aprile e domenica 12 aprile, anche Taranto aderirà alla campagna nazionale contro la Shaken Baby Syndrome (la Sindrome del bambino scosso), promossa da Terre des Hommes e SIMEUP, grazie all’impegno della FIMP provinciale.

L’iniziativa vedrà illuminarsi le facciate di Palazzo di Città e del Castello Aragonese, coinvolgendo il capoluogo ionico in un progetto che abbraccia complessivamente 150 città italiane. Determinante la collaborazione dell’amministrazione comunale e del Comando Marittimo Sud della Marina Militare.

A spiegare il significato dell’evento è il segretario della FIMP Taranto, Raffaele Gurrado. “È un gesto simbolico ma di grande impatto, che accende i riflettori su una problematica ancora poco conosciuta ma con conseguenze gravissime per i bambini”, sottolinea, evidenziando come si tratti di una condizione neurologica che può derivare da uno scuotimento violento del neonato, spesso legato a momenti di esasperazione di fronte a un pianto inconsolabile. “Un gesto che può essere evitato con una corretta informazione”, aggiunge.

La campagna, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, punta a diffondere consapevolezza attraverso incontri diretti con famiglie e caregiver. Medici, infermieri e volontari saranno impegnati nella distribuzione di materiale informativo e delle caratteristiche palline antistress arancioni, simbolo della necessità di fermarsi e mantenere il controllo nei momenti di difficoltà.

La Sindrome del Bambino Scosso rappresenta una forma grave di trauma cerebrale che può verificarsi anche dopo pochi secondi di scuotimento. Il rischio è particolarmente elevato tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, fase in cui il pianto dei lattanti raggiunge la massima intensità. Tuttavia, la sindrome può colpire fino ai 2 anni, con conseguenze spesso irreversibili.

Le complicazioni possono essere estremamente gravi, con danni che includono cecità, tetraplegia, disturbi cognitivi e motori, fino ad arrivare, in 1 caso su 4, al coma o alla morte. Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla difficoltà diagnostica, che spesso porta i piccoli pazienti a giungere in ospedale dopo ripetuti episodi non riconosciuti.

Le giornate di sensibilizzazione si inseriscono nella campagna nazionale “Nonscuoterlo!”, avviata nel 2017, che opera su più livelli, dalla formazione degli operatori sanitari alla diffusione di strumenti informativi per il grande pubblico. L’obiettivo è fornire indicazioni semplici ma decisive per prevenire comportamenti a rischio.

L’iniziativa è sostenuta da una vasta rete di istituzioni sanitarie e associazioni, tra cui la Società Italiana di Pediatria, la Federazione Italiana Medici Pediatri, ANPAS e la Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

Il messaggio è chiaro: bastano pochi secondi per causare danni irreparabili, ma altrettanto poco serve per evitarli. Informazione e consapevolezza restano le armi più efficaci per proteggere i più piccoli.

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