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L'analisi
10 Aprile 2026 - 08:03
Donald Trump
BARI – Gli americani promettono di sospendere gli attacchi sull’Iran. È una bella notizia. Che significa?
Premesso che le notizie che abbiamo sono più o meno affidabili ma MAI complete e quindi MAI completamente vere sia provenienti da regimi autoritari che dalle cosiddette Democrazie, rimane una notizia di enorme importanza.
La primissima considerazione che istintivamente si affaccia alla mente è che gli americani (dobbiamo dedurre) fanno un piccolo passo verso il disimpegno dalle questioni mediorientali; sia gli arabi sia gli ebrei - cioè i protagonisti della vicenda che noi cristiani non vorremmo vedersi dilaniare a vicenda - non vogliono una soluzione pacifica, né una forma di convivenza pacifica e quindi, meglio non mettere un dito in Medio Oriente per non correre il rischio di bruciarselo. La neutralità è l’unico ruolo possibile per l’Italia per ragioni ben più vaste della specifica questione mediorientale e a maggior ragione lo è per quelli che si sono fatti coinvolgere così apertamente.
Quindi ha visto bene la Cina che è stata a guardare; ha visto cosa possono i vari contendenti; ha atteso che si indebolissero per bene e poi -bontà sua- è venuta in nostro soccorso per proprio interesse ed è riuscita a svolgere un ruolo che neanche il Vaticano (almeno apparentemente) è riuscito ad avere. Cioè ha dimostrato ancora una volta che è meglio non impicciarsi nelle questioni mediorientali e comunque belliche. Fare finta di essere una potenza militare come certi politicanti aspirano a fare solo perché non sono coscienti dei propri veri punti di forza è un errore. Chapeau ai cinesi!
Ha vinto l’Iran? Non avremo mai dettagli sufficienti per dirlo ma certamente non ha perso e gli americani non hanno vinto.
Il mondo ha capito che vi sono armi più forti delle atomiche e che conviene in futuro stare attenti a queste ultime. I grandi strateghi militari devono studiare economia ma non quella delle grandi Università legate alle multinazionali ma all’economia non ufficiale che conoscono molto bene i perdenti della competizione economica planetaria.
Abbiamo anche capito che nel confronto tra tecnologie non esiste la certezza di una superiorità tecnologica. È estremamente importante questo insegnamento perchè è vero anche fuori dalle guerre. In ogni settore e quindi anche in economia NON è vero che tecnologia è meglio di umanità; anzi ad ogni strumento tecnologico si può opporre una idea di intelligenza naturale e cioè di intelligenza VERA e questa vince certamente. Se togli al mondo tecnologico il sostegno della politica si frantuma tutto quello che oggi molti chiamano progresso.
Una considerazione va fatta sulla intelligence. L’intelligence altro non è che l’uso estremo del tradimento e della codardia; il manovrare nell’ombra, mai a viso aperto, nell’immediato paga. Ma a ben vedere tutti sanno che pugnalare alle spalle è sempre stato più comodo e sicuro che farlo in un confronto aperto. Ma rimane pur sempre codardia non certo espressione di forza. Usualmente non va a finire bene. Il mondo esce molto incattivito da questa esperienza e questo è un danno enorme per tutti; proprio enorme: va reimpostato il diritto internazionale non certo rivalutando il ruolo dell’Onu che fin dalla nascita della società delle Nazioni sembrava più un esercizio di idealisti fuori dalla realtà come è l’euro, ma serve uno sforzo collettivo di cultura giuridica (che solo la tradizione umanistica italiana può fare. Ma che non farà).
Le borse che sono espressione di quella parte di economia vicina ai potenti, sono salite convintamente dimostrando che non sempre i potenti agiscono in consonanza neanche con i loro stessi sostenitori. Quindi la salita dei corsi azionari ed obbligazionari è una vera bocciatura senza se e senza ma per i cultori della guerra. Anche l’economia vuole la pace; i giocattoli bellici vanno trattati come tali, per giocare un po', ma non vanno presi troppo sul serio. Lo dice la gente comune, le piccole imprese, ma anche gli imbroglioni quotati in borsa; il mondo non è a favore della guerra; mai.
I super tecnici consiglieri del governo americano non lo sapevano? Le intelligenze artificiali non lo sapevano? Cosa si pensava di portare a casa con questa guerra anche se fosse stata brevissima? Il fallimento delle tecnosuperpotenze nell’odierno confronto con le potenze dell’economia reale assemblate nei Brics è o no il fallimento della tecnologia che vuole asservire l’economia reale? Il petrolio e le fedi si stanno dimostrando più forti della tecnologia anche quando questa pugnala alle spalle? Sere una immediata riflessione specie ai piani alti della politica internazionale.
Quindi questa guerra che vorremmo credere in via di risoluzione ma che riprenderà (almeno sotto altre forme) molto presto, non è stata inutile ma ha insegnato molte cose fondamentali per il nostro futuro.
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