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L'intervento

Bitetti dopo i tre colpi della troccola: “I Riti uniscono Taranto, ora ascolto e futuro”

Il sindaco traccia un bilancio della Settimana Santa: comunità, dialogo e il sogno della “Taranto che torna” al centro del messaggio pasquale

Piero Bitetti

Piero Bitetti

TARANTO - La conclusione dei Riti della Settimana Santa diventa occasione di riflessione per il sindaco Piero Bitetti, che affida a una dichiarazione il significato profondo vissuto dalla città durante i giorni più intensi dell’anno.

Il primo cittadino individua nel gesto simbolico della troccola, con i tre colpi battuti sul portale della chiesa del Carmine, il momento che segna la fine di un percorso collettivo. “I tre tocchi della troccola sul portale della chiesa del Carmine sono stati l’atto conclusivo dei Riti della Settimana Santa”, afferma, sottolineando come quel rito rappresenti molto più di una tradizione. “Oltre ogni retorica, la città vive questo gesto come un momento di altissimo valore spirituale che chiude una tre giorni che ogni anno rinnova il nostro senso di appartenenza ad una comunità”.

Nel suo intervento, Bitetti richiama il valore sociale dei Riti, capaci di andare oltre le divisioni. “I Riti della Settimana Santa sono giorni di riflessione e condivisione, sono il superamento delle divisioni, il miracolo che ogni anno si compie in una città che sa unirsi anche nelle diversità”, evidenzia, descrivendo una Taranto che nei momenti più significativi riesce a ritrovarsi compatta.

Il sindaco racconta anche la dimensione personale con cui ha vissuto l’edizione di quest’anno, la prima nel nuovo ruolo istituzionale. “Quest’anno li ho vissuti con particolare intensità, da Sindaco di una comunità che sento bisognosa di ascolto e di comprensione”, spiega. Il contatto diretto con i cittadini, lungo le strade attraversate dalle processioni, è stato per lui un elemento centrale. “Camminando per le strade ho avvertito il bisogno di parola, oltre una stretta di mano e un abbraccio”, aggiunge.

Nel clima di raccoglimento e spiritualità, il primo cittadino ha colto l’occasione per raccogliere istanze e aspettative. “Questi giorni sono stati per me preziosi per ascoltare il punto di vista dei miei concittadini, in un clima non astioso ma reso accessibile da fede e spiritualità”, sottolinea, evidenziando come il dialogo sia stato favorito proprio dal contesto dei Riti. “Conservo tutto, i sorrisi e le piccole promesse che mi hanno strappato per rendere Taranto più vivibile”.

Tra la folla che ha seguito le processioni, Bitetti evidenzia anche un segnale che guarda al futuro della città. “Tra i tanti concittadini che hanno affollato le vie delle processioni, ho ritrovato anche quella che chiamo la ‘Taranto che torna’”, afferma, riferendosi a chi vive lontano per lavoro ma mantiene un legame forte con il territorio. “Non è fatta solo di giovani, studenti e di fuori sede, ma di uomini e donne che per lavoro sono emigrati altrove”.

Un tema, quello del rientro, che il sindaco indica come obiettivo concreto dell’azione amministrativa. “Conservo sempre come obiettivo quello di poter dare loro la possibilità di rientrare qui, da noi, e di creare le condizioni affinché il loro talento sia speso nella nostra terra. Obiettivo che non è semplice speranza, ma programmazione che costruiamo giorno dopo giorno”.

A conclusione del suo intervento, il primo cittadino rivolge un augurio alla comunità, legandolo alla necessità di affrontare insieme le sfide che attendono la città. “Al termine di queste lunghe giornate di processioni e fede, auguro ai tarantini Buona Pasqua, nella consapevolezza che le grandi sfide si vincono solo insieme”.

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