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Taranto

I Misteri si chiudono tra sole e devozione. Il video

Dalla “bussata” del troccolante al rientro delle statue, folla e tradizione accompagnano i Riti della Settimana Santa

Il rientro della Processione dei Misteri

Il rientro della Processione dei Misteri - foto di Sara Bastianelli

Taranto, i Misteri si chiudono tra sole e devozione

TARANTO – Come ogni anno, le note di “Jone” della banda “Santa Cecilia” di Taranto, alle ore 9.55 di Sabato Santo, hanno accompagnato il rientro in chiesa di Gesù Morto e dell’Addolorata, le ultime statue della processione dei Misteri. Precedentemente, alle ore 8.31, la triplice “bussata” del “troccolante” al portone del Carmine.

Il sole finalmente primaverile ha incoraggiato le prolungate “nazzecate” dei confratelli, quasi increduli per le più insperate favorevoli condizioni meteo, al contrario di quanto accaduto precedentemente al pellegrinaggio dell’Addolorata, uscita da San Domenico con 2 ore di ritardo per l’acquazzone e poi costretta a riparare nella piccola chiesa Sant’Anna in attesa che spiovesse. Per tutto questo quasi 17 ore è durata la processione della Beata Vergine, rientrata in San Domenico qualche minuto prima delle ore 17. E quasi allo stesso orario iniziava il lentissimo incedere dei Sacro Misteri per le vie del Borgo.

In ogni modo, tanta gente ha fatto da corona alle due processioni, ancor più durante il transito all’alba dell’Addolorata in via Garibaldi, diventando quasi un tutt’uno con la processione. La folla si è letteralmente stretta ai confratelli, quasi a far avvertire il caloroso incoraggiamento: e con il vento freddo che spirava, ce n’era proprio bisogno.

Particolarmente solenne è stata l’uscita dei Misteri dalla chiesa del Carmine, cui hanno assistito le maggiori autorità civili e militari, compreso il sindaco Piero Bitetti in fascia tricolore, che ha abbracciato il suo vice, Mattia Giorno, sotto le “sdanghe” dell’Addolorata. Particolarmente toccanti le preghiere e le meditazioni dettate sia dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero dal balcone del Carmine, sia quelle del padre spirituale della confraternita, mons. Marco Gerardo, sui gravi problemi che attanagliano il mondo intero e su quelli della comunità jonica, dibattuta tra difesa dei livelli occupazionali e tutela della salute. A proposito della nostra città, ci si chiede quanto si dovrà attendere prima che sia tolto il “sudario” attorno a Palazzo degli Uffici, da tanti anni fa imbarazzante scenario ai nostri Riti, nell’attesa dei lavori di riqualificazione?

Contenuta a stento dai cordoni disposti lungo i marciapiedi di via D’Aquino, via Di Palma e via Regina Elena, la folla ha atteso pazientemente, fino a notte alta, l’arrivo delle statue; in prima fila, come sempre, i bambini, ai quali i genitori hanno pazientemente spiegato di volta in volta il significato della rappresentazione dei vari simboli della Passione e Morte. E la memoria faceva riemergere le parole pronunciate da don Giovanni Rossi, direttore di Pro Civitate Christiana, giunto a Taranto per una missione popolare negli anni di grande cambiamento del Concilio Vaticano Secondo, al quale l’allora arcivescovo Motolese chiese di assistere dal balcone del Carmine alla processione dei Misteri. La speranza del successore di San Cataldo era che il noto esponente del cattolicesimo progressista spronasse a una drastica e più moderna rivisitazione dei Riti.

Ma così non fu: “Non toccate niente di queste tradizioni perché sono un potente mezzo di catechesi popolare!” disse don Giovanni all’arcivescovo. E così, anche grazie a lui, ancor oggi i tarantini possono conservare queste processioni così come gli avi li hanno tramandati fino ad oggi e ai quali partecipano veramente tanti ma tanti giovani sotto il bianco cappuccio confraternale.

Chiuso il portone del Carmine, tutti all’opera per preparare nelle chiese la veglia di Pasqua.

La Domenica in Albis i patiti della tradizione in mattinata si ritroveranno daccapo in Città vecchia per la processione di Gesù Risorto, a cura della confraternita dell’Immacolata, che uscirà dal santuario della Madonna della Salute e che dopo breve itinerario, al suono festoso della banda, sarà portato in cattedrale per la santa messa.

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