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Bari

Violenza allo stadio e minacce a un operaio, tre arresti

Domiciliari per un 36enne già colpito da Daspo, coinvolti anche un 29enne e un 23enne

Lo stadio San Nicola di Bari

Lo stadio San Nicola di Bari

BARI - Due distinti episodi di violenza, un unico protagonista e tre persone raggiunte da misure cautelari. Nelle prime ore della mattinata Polizia di Stato e Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza del Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura, nei confronti di un uomo di 36 anni e di altri due di 29 e 23 anni.

Il 36enne è indagato per violenza privata aggravata, lesioni personali e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, mentre gli altri due devono rispondere di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale e lesione personale, in concorso tra loro. Per tutti sono scattati gli arresti domiciliari con obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Il primo episodio ricostruito dagli investigatori risale al 4 maggio 2025, durante la partita Bari-Pisa allo stadio San Nicola. In quel contesto, segnato dalla protesta della tifoseria organizzata contro la società, si sarebbe verificata una violenta aggressione sugli spalti. Secondo quanto emerso dalle indagini della Digos, il 36enne avrebbe aggredito un tifoso colpendolo al volto e con pugni ripetuti, dopo averlo bloccato per il collo. L’azione violenta si sarebbe estesa anche ai due figli dell’uomo, rimasti feriti nel tentativo di intervenire.

Gli accertamenti, supportati anche dalle immagini della videosorveglianza e dai rilievi della Polizia Scientifica, avrebbero evidenziato che l’indagato avrebbe agito per imporre l’abbandono della curva, scatenando la violenza a seguito del rifiuto delle vittime. Per questi fatti, l’uomo era già stato destinatario di un provvedimento di Daspo della durata di 8 anni.

Il secondo episodio riguarda invece fatti avvenuti nel novembre 2024. In questo caso, il 36enne, insieme ad altri due uomini, è accusato di aver minacciato e aggredito un dipendente di una ditta edile incaricata da Arca Puglia, pretendendo l’immediata esecuzione di lavori su un immobile senza rispettare le procedure previste.

Anche in questo caso, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre avrebbero fatto ricorso alla violenza nei confronti del lavoratore, provocandogli lesioni.

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