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Taranto

Kyma Ambiente, “Gestione nel caos, servono risposte immediate”

Documento unitario dei sindacati in vista del vertice del 7 aprile: incalzato il Comune su conti, servizi e lavoratori

La conferenza stampa sul caso Kyma Ambiente

La conferenza stampa sul caso Kyma Ambiente

TARANTO - Una situazione definita critica e ancora priva di risposte chiare. Le organizzazioni sindacali tornano a puntare i riflettori su Kyma Ambiente con un documento congiunto che fotografa uno stato di forte precarietà e incertezza nella gestione della società e rilancia una serie di interrogativi all’amministrazione comunale.

Nel testo diffuso in occasione della conferenza stampa di oggi, giovedì 2 aprile 2026, i sindacati evidenziano come la vicenda non stia ricevendo l’attenzione necessaria. Le organizzazioni sindacali intendono ulteriormente esprimere la loro preoccupazione per la situazione di estrema precarietà e confusione che caratterizza la gestione finanziaria, tecnica e operativa della società Kyma Ambiente spa”

Il riferimento è anche alla mancanza di confronto con le parti sociali e alla scarsa condivisione delle strategie. “Alla luce della scarsa priorità che l’Amministrazione del Sindaco Bitetti sta riservando nell’agenda comunale alla vicenda e della assoluta mancanza di condivisione con le OO.SS. e con la cittadinanza degli obiettivi e delle scelte”

In vista dell’incontro fissato per il 7 aprile a Palazzo di Città, i sindacati hanno deciso di anticipare una serie di quesiti ritenuti centrali per il futuro dell’azienda e del servizio. “Si intende anticipare una serie di domande le cui risposte saranno utili al dibattito previsto”

Tra i nodi principali emerge il tema dell’affidamento in house dei servizi ambientali, messo in discussione dai rilievi dell’Autorità garante della concorrenza. I sindacati chiedono chiarimenti su quali azioni si intendano adottare per evitare criticità su questo fronte.

Altro punto cruciale riguarda il risanamento economico e l’organizzazione del servizio. Le organizzazioni chiedono di conoscere tempi e modalità per modificare il sistema di raccolta, con l’obiettivo di aumentare le percentuali di differenziata e ridurre i costi legati al conferimento in discarica.

Particolare attenzione è rivolta anche all’impianto di incenerimento, fermo da anni. Nel documento si sollecitano risposte su una possibile riattivazione e sulle eventuali iniziative legate a progetti di finanza privata, oltre che sul rinnovo delle autorizzazioni.

Non meno rilevante la questione del piano regionale dei rifiuti, che secondo i sindacati rischia di rendere antieconomici eventuali investimenti sull’impianto esistente.

Sul fronte occupazionale, la preoccupazione è altrettanto forte. “Si chiede di conoscere gli intendimenti della proprietà sulla questione del personale utile e indispensabile a garantire il servizio pubblico essenziale” con riferimento anche alla situazione dei lavoratori in somministrazione, da anni impegnati nel servizio ma ancora senza certezze.

Nel documento viene inoltre sottolineata la necessità di un cambio di metodo. “Basterebbe fornire alle OO.SS. e alla cittadinanza queste semplici informazioni e adottare metodi più condivisi e soprattutto trasparenti”

Il documento porta la firma delle principali sigle del comparto, tra cui FP CGIL, UIL Trasporti, FIADEL e SIULS, rappresentate rispettivamente da Cosimo Sardelli, Carmelo Sasso, Giuseppe Lisi e Domenico Lomartire.

L’attenzione sulla vertenza resta alta e coinvolge l’intero sistema sindacale territoriale. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare il confronto su un piano di chiarezza e responsabilità, in una fase considerata decisiva per il futuro dell’azienda, dei lavoratori e dei servizi alla città.

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