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Taranto

Ex Ilva, il Psi rilancia la nazionalizzazione con una società "veicolo" pubblico-privata

Paolo Castronovi: “Serve una soluzione strutturale per salvare lavoro, ambiente e produzione”

Ex Ilva al bivio

Ex Ilva al bivio

TARANTO - La questione dello stabilimento siderurgico continua ad essere sempre al centro del confronto politico dopo l’analisi pubblicata il 30 marzo 2026 dal Corriere della Sera in un approfondimento di Milena Gabanelli. A intervenire è il segretario politico provinciale di Avanti-Psi Taranto, Paolo Castronovi, che rilancia la proposta di una nazionalizzazione strutturata come risposta alla crisi del polo industriale.

Secondo il Psi, la chiusura dell’impianto non rappresenta un’opzione praticabile. “I costi umani, sociali ed economici sarebbero incomparabilmente superiori a qualsiasi intervento di rilancio”, afferma Castronovi, sottolineando come la produzione siderurgica resti strategica per il Paese, anche alla luce delle tensioni internazionali e della crescente domanda di acciaio per infrastrutture, difesa e transizione energetica.

La proposta avanzata prevede la costituzione di una società veicolo a prevalente partecipazione pubblica, con il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti come soggetto capofila e l’apporto di partner privati selezionati. L’obiettivo è accompagnare l’azienda verso una condizione di equilibrio economico, intervenendo sulla ristrutturazione del debito e sul recupero delle risorse disponibili, comprese quelle legate al PNRR.

Un punto centrale riguarda la tutela occupazionale. Il progetto punta a garantire la continuità del lavoro, prevedendo strumenti di accompagnamento alla pensione e la salvaguardia dell’indotto. “Non si può immaginare un rilancio industriale senza difendere i lavoratori e la filiera produttiva che ruota attorno allo stabilimento”, evidenzia Castronovi.

Altro pilastro della proposta è la riconversione ambientale. Il piano prevede un percorso graduale di abbandono del carbone, il passaggio al gas naturale come fase intermedia e, successivamente, l’introduzione di tecnologie basate sull’idrogeno verde, in linea con gli obiettivi europei.

Nel modello delineato dal Psi, la governance dovrebbe coinvolgere grandi operatori nazionali dell’energia e dell’ambiente, insieme alle imprese del territorio, per favorire lo sviluppo di nuove tecnologie produttive e rafforzare la competitività del sistema industriale.

Tra gli strumenti indicati figura anche l’istituzione di un fondo di garanzia per i crediti dei fornitori, destinato a sostenere le aziende dell’indotto che vantano crediti nei confronti dell’ex Ilva. “Non è concepibile un piano che ignori le difficoltà delle imprese locali, molte delle quali rischiano la sopravvivenza”, sottolinea Castronovi.

Infine, l’appello al Governo nazionale. Il Psi chiede di superare le gestioni emergenziali che negli ultimi 14 anni hanno prodotto instabilità e incertezza. “La soluzione che proponiamo non è ideologica ma pragmatica: una nazionalizzazione mediata che consenta allo Stato di esercitare un ruolo strategico senza rinunciare all’efficienza del mercato”, conclude il segretario, auspicando decisioni rapide nell’interesse di Taranto e dell’intero sistema produttivo nazionale.

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