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Giochi del Mediterraneo 2026
02 Aprile 2026 - 09:55
I lavori per il nuovo stadio Erasmo Iacovone
TARANTO - Il maltempo che in queste ore colpisce la Puglia con intensità eccezionali non è solo un’emergenza ambientale. È diventato anche un ostacolo concreto per una delle sfide più importanti per il territorio jonico: la realizzazione degli impianti dei Giochi del Mediterraneo.
Le precipitazioni, con picchi mai registrati negli ultimi anni, hanno spinto la Protezione civile a diramare allerta rossa in diverse aree della regione, comprese quelle dei bacini del Lenne e del Lato. Una situazione che riflette un cambiamento climatico sempre più evidente e che, negli ultimi mesi, ha avuto effetti diretti anche sui cantieri.
Il conto dei ritardi è già pesante. Negli ultimi 5 mesi si sono registrati 46 giorni di stop ai lavori a causa della pioggia, una cifra che pesa come un macigno sulle tempistiche già serrate per la consegna delle opere.
In prima linea ci sono i cantieri più strategici, quelli chiamati a essere pronti entro la fine di giugno. Lo stadio Iacovone, le piscine olimpiche, il centro nautico e il PalaRicciardi rappresentano il cuore dell’evento sportivo e, allo stesso tempo, il simbolo di una sfida che oggi si gioca contro il tempo e contro il meteo.
Le imprese impegnate nei lavori hanno già chiesto al Commissario straordinario Massimo Ferrarese una revisione dei tempi, per evitare le pesanti penali previste in caso di ritardo. Una richiesta che nasce da condizioni oggettive e documentate, legate a un anno segnato da piogge continue e imprevedibili.
Il Commissario è al lavoro per trovare un equilibrio tra le esigenze delle aziende e il rispetto del calendario dei Giochi, in programma dalla terza decade di agosto fino al 3 settembre. L’obiettivo è concedere una proroga limitata, senza compromettere l’avvio della manifestazione.
Un primo passo è già stato compiuto con l’autorizzazione ai collaudi in corso d’opera. Una scelta che consentirebbe di rendere immediatamente utilizzabili gli impianti subito dopo la consegna, riducendo i tempi tecnici e garantendo maggiore flessibilità nella gestione dei lavori.
Resta però una realtà difficile da ignorare. Anche ipotizzando una riduzione delle proroghe, i giorni da recuperare potrebbero essere almeno la metà di quelli già persi. Una corsa contro il tempo che si gioca su due fronti, quello delle scadenze e quello delle condizioni meteorologiche, con l’incognita di un clima sempre più instabile.
Taranto osserva con il fiato sospeso. Da un lato la necessità di rispettare gli impegni internazionali, dall’altro la consapevolezza che la natura, quest’anno più che mai, ha imposto le sue regole.
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