TARANTO - Viaggiare da Taranto verso Roma diventa un percorso a ostacoli, soprattutto per chi deve spostarsi per lavoro o studio. A riportare l’attenzione sulle difficoltà dei collegamenti ferroviari è la deputata del Partito Democratico Francesca Viggiano, che ha raccontato la propria esperienza in occasione di un impegno istituzionale.
La parlamentare ha spiegato di aver dovuto anticipare la partenza e pernottare a Bari per riuscire a raggiungere la Capitale in tempo utile. “Stamattina alle 11.00 relazionerò, in discussione generale, sulla proposta di legge concernente la programmazione dell’edilizia residenziale pubblica. Per arrivare a Roma per tempo, ho dovuto dormire a Bari”, ha scritto, evidenziando come l’assenza di coincidenze compatibili renda complicato utilizzare il treno ad alta velocità in partenza dal capoluogo regionale alle 05.50.
Una situazione che, secondo quanto denunciato, riguarda quotidianamente centinaia di persone. Lavoratori, studenti e pendolari si trovano costretti a organizzare spostamenti complessi, con tempi dilatati e costi aggiuntivi, per riuscire a raggiungere Roma o altre destinazioni strategiche. Il problema è destinato a protrarsi almeno fino al 30 giugno, periodo entro il quale Taranto risulta di fatto penalizzata sul piano dei collegamenti ferroviari.
“Fino al 30 giugno Taranto sarà praticamente isolata dal punto di vista ferroviario”, ha sottolineato Viggiano, rimarcando le difficoltà di un territorio che continua a scontare carenze infrastrutturali rilevanti. Una condizione che incide non solo sulla mobilità, ma anche sulle opportunità di studio e lavoro, rendendo più complicata la quotidianità di chi deve spostarsi.
Nel suo intervento, la deputata ha anche richiamato il tema delle priorità negli investimenti pubblici. “Meno ponti sullo stretto, più attenzione verso chi deve viaggiare per lavoro o necessità”, ha scritto, facendo riferimento al dibattito sulle grandi opere e alla necessità di intervenire sui servizi essenziali.
Il riferimento è alla distribuzione delle risorse, con una critica alla concentrazione di ingenti fondi su progetti infrastrutturali di grande portata mentre, secondo la parlamentare, restano irrisolti i problemi concreti di mobilità che coinvolgono ogni giorno migliaia di cittadini. “Non è giusto che, per muoversi o tornare nella nostra città, il tutto si debba trasformare in un Calvario”, ha aggiunto.
La questione apre un fronte più ampio sul riequilibrio territoriale degli investimenti. Il nodo, infatti, non è mettere in contrapposizione territori o categorie di viaggiatori, ma garantire un utilizzo efficace delle risorse disponibili. Evitare una guerra tra poveri con pendolari e turisti di diverse aree del Paese diventa fondamentale, così come assicurare che i finanziamenti pubblici non si concentrino esclusivamente su alcune zone, lasciando indietro altre realtà che chiedono servizi adeguati e collegamenti efficienti.