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Gerusalemme

I vescovi italiani esprimono sdegno per il divieto di accesso al Santo Sepolcro e solidarietà al Patriarca

Zuppi a Pizzaballa: “Misura grave e irragionevole”. Appello per libertà religiosa e tregua in vista della Pasqua

Il cardinale Zuppi, "fedelissimo" di papa Francesco

Il cardinale Matteo Zuppi - archivio

BARI - Dura presa di posizione della Conferenza Episcopale Italiana dopo quanto accaduto a Gerusalemme nella mattinata di domenica 29 marzo, quando la polizia israeliana ha impedito l’ingresso nella Basilica del Santo Sepolcro al Patriarca latino e al Custode di Terra Santa Cardinale Pierbattista Pizzaballa in occasione delle celebrazioni della Domenica delle Palme.

Il presidente della CEI, cardinale Matteo Zuppi, ha espresso rammarico e solidarietà alle comunità cristiane della Terra Santa, contattando telefonicamente il Patriarca Pierbattista Pizzaballa per manifestare la vicinanza delle Chiese italiane. L’episodio ha coinvolto anche padre Francesco Ielpo, a cui è stato impedito l’accesso al luogo di culto.

“A nome dei Vescovi italiani manifesto lo sdegno per ‘una misura grave e irragionevole’”, ha dichiarato Zuppi, richiamando quanto già espresso nel comunicato congiunto del Patriarcato e della Custodia. Il presidente della CEI ha definito l’accaduto un fatto doloroso per le comunità cristiane locali, sottolineando il valore della loro presenza in un contesto segnato da tensioni e conflitti.

Nel messaggio si evidenzia anche il ruolo dei cristiani della Terra Santa come testimonianza di speranza e convivenza, nonostante le difficoltà quotidiane. “A tutti i cristiani di Terra Santa assicuriamo la nostra preghiera, perché continuino a essere promotori di pace”, si legge nella nota, accompagnata dall’auspicio che quanto avvenuto venga chiarito rapidamente.

La CEI ha inoltre rivolto un appello alle autorità e agli organismi internazionali affinché venga garantita la libertà religiosa, considerata condizione imprescindibile per ogni reale processo di pace. “Le autorità locali e le organizzazioni internazionali hanno il dovere inderogabile di garantire la libertà religiosa in Terra Santa”, sottolinea il documento, chiedendo al tempo stesso l’apertura di spazi di dialogo e soluzioni condivise.

Nel richiamare le parole di Papa Leone XIV pronunciate durante l’Angelus, la CEI ha ricordato come “non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza”, con riferimento alle popolazioni coinvolte nei conflitti.

In conclusione, il cardinale Zuppi ha rivolto un appello diretto ai governi. “Al Signore della pace affidiamo le sofferenze di quanti vivono il dramma dei conflitti e delle guerre. A tutti i governanti chiediamo un gesto di riconciliazione e una tregua per la prossima Pasqua”, un invito che richiama l’urgenza di iniziative concrete in uno scenario internazionale sempre più complesso.

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