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Manduria

Xylella, Coldiretti: "Vergognoso che non siano ancora state trovate soluzioni"

Ettore Prandini da Bruno Vespa: “Ritardi inaccettabili, serve intervenire subito per salvare olivicoltori e filiera”

Uliveto devastato dalla Xylella

Uliveto devastato dalla Xylella

MANDURIA - La diffusione della Xylella continua a rappresentare un’emergenza irrisolta in Puglia, con conseguenze pesanti sul piano economico e ambientale. A denunciare la situazione è il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, intervenuto a margine del Forum della Cucina italiana in corso a Manduria nella tenuta di Bruno Vespa a Masseria Li Reni .

Secondo Prandini, il protrarsi dell’emergenza senza soluzioni concrete rappresenta un fatto “a dir poco vergognoso”, soprattutto alla luce dei danni già subiti dal comparto. La crisi ha infatti generato perdite economiche superiori a 1,5 miliardi di euro, colpendo non solo gli olivicoltori ma l’intera filiera produttiva. A questo si aggiunge un impatto rilevante anche sotto il profilo paesaggistico e turistico, con una progressiva perdita dell’identità territoriale che caratterizza la regione.

Il presidente di Coldiretti ha sottolineato come il mancato contenimento del fenomeno rischi di aggravare ulteriormente la situazione. L’espansione dell’infezione, ha spiegato, potrebbe compromettere in modo serio la capacità produttiva di un settore strategico per l’economia nazionale, mettendo a rischio una filiera considerata tra le più rilevanti del Paese.

Tra le soluzioni indicate, Prandini ha ribadito la necessità di agire con tempestività attraverso l’eliminazione delle piante infette e la loro sostituzione con varietà resistenti, intervento ritenuto prioritario per arginare la diffusione del batterio. Allo stesso tempo ha evidenziato come, negli anni, si sia assistito a un continuo scaricabarile tra istituzioni regionali e nazionali, che ha rallentato l’adozione di misure efficaci.

Infine, un auspicio legato al recente cambio alla guida della Regione. Secondo il presidente di Coldiretti, la nuova fase istituzionale potrebbe rappresentare un’opportunità per arrivare finalmente a una gestione più incisiva dell’emergenza, con l’obiettivo di individuare soluzioni definitive a una crisi che da troppo tempo penalizza il territorio pugliese.

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