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Taranto

Città Vecchia, cresce l’allarme crolli tra piogge e degrado. Corsa contro il tempo per Riti e Processioni

Preoccupano le condizioni degli edifici abbandonati e la sicurezza in vista degli appuntamenti della Settimana Santa

Rischio crolli a Taranto Vecchia -  Foto G. Leva

Rischio crolli a Taranto Vecchia - Foto G. Leva

TARANTO – Tiene ancora banco la questione dei crolli in Città vecchia. Secondo molti, quanto accaduto in vico Novelune e in vico Porto sarebbe il segnale di una situazione che potrebbe aggravarsi.

Infatti le abbondanti piogge di questi giorni avrebbero ulteriormente appesantito i solai di tante case in abbandono, per cui non ci sarebbe da stupire se questi cedessero, portandosi appresso tutto il resto. Con la speranza che non vengano coinvolti i passanti.

Intanto il proprietario di Palazzo Mignogna, l’edificio crollato in vico Porto (nella foto di G. Leva) è stato sollecitato dal Comune a predisporre l’opportuna messa in sicurezza dell’ala rimasta in piedi. Fino a Giovedì Santo l’intervento dovrà essere completato, così da non procurare problemi al pellegrinaggio del Giovedì e alla processione dell’Addolorata, che richiameranno migliaia di persone in zona. Inoltre, da fonti del Comune, sembra che il proprietario, una volta dissequestrato l’immobile, avrebbe intenzione di provvedere alla sua riqualificazione.

Desta, ancora, preoccupazione la situazione del moncone dell’edificio che incombe pericolosamente su largo Pittarella, all’inizio di via Di Mezzo, e di cui ripetutamente è stato chiesto la demolizione. Proprio in quel tratto, fra l’altro, transiterà la processione dell’Addolorata.

Intanto sulla questione dei crolli ospitiamo l’intervento di Emanuele Battista, a nome di esercenti dell’Isola: “Del problema della Città vecchia, a mio avviso si sta parlando troppo poco e in modo inadeguato. Si interviene sempre dopo, quando si verifica il danno. I crolli che si stanno registrando non sono casi isolati, ma la conseguenza di anni e anni di abbandono. Il punto è che senza incentivi seri nessuno investirà mai nel centro storico. Ristrutturare costa tantissimo e il ritorno è incerto, quindi è normale che tutto resti fermo. Senza una vera zona franca urbana, con agevolazioni fiscali concrete e durature, sarà difficile che cambi qualcosa davvero. E dire che sono molti i giovani che vengono a chiedermi dove sono gli immobili in vendita per avviarvi attività produttive e quali incentivi sono stati previsti a tal scopo. Manca completamente una visione a lungo termine per far tornare a vivere il quartiere. Anche tema dei tributi ci sarebbe molto da dire: perché dovrei pagare il suolo pubblico se metto due piante davanti al mio esercizio, in una zona da incentivare al commercio? Si tratta di un tema che meriterebbe più attenzione anche a livello mediatico, perché così com’è la situazione può solo peggiorare”.

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