LECCE - Un nuovo episodio intimidatorio scuote il territorio salentino. Nella notte, ignoti hanno tentato di incendiare l’auto della moglie del deputato del Partito Democratico Claudio Stefanazzi, parcheggiata davanti all’abitazione.
Secondo quanto riferito dallo stesso parlamentare, il veicolo sarebbe stato cosparso di benzina e accanto sarebbe stato ritrovato un innesco già bruciato, segno di un tentativo non riuscito di appiccare il fuoco.
“Nella scorsa notte sconosciuti hanno cercato di incendiare la macchina di mia moglie, parcheggiata dinnanzi al portone di casa. La macchina è stata cosparsa di benzina e accanto alla stessa è stato rinvenuto un innesco bruciato”, ha dichiarato Stefanazzi, parlando di un episodio che si inserisce in una serie di atti intimidatori subiti negli ultimi anni.
Il deputato ha collegato l’accaduto a un contesto più ampio di crescente insicurezza sul territorio. “È l’ennesimo atto intimidatorio compiuto ai miei danni. Credo sia il momento di fare seriamente qualcosa”, ha affermato, sottolineando come da 2 anni stia denunciando con frequenza l’aumento dei fenomeni criminali nella provincia.
Nel suo intervento, Stefanazzi richiama l’attenzione sulle numerose iniziative parlamentari presentate sul tema della sicurezza, che, secondo quanto riferito, non avrebbero ottenuto risposte. “Tutte le numerosissime interrogazioni parlamentari presentate per chiedere spiegazioni in merito ad incendi di auto, assalti ai bancomat, spaccio di droga, sono state ignorate”, ha dichiarato, facendo riferimento al Ministro dell’Interno.
Pur riconoscendo l’impegno di magistratura e forze dell’ordine, il parlamentare evidenzia una situazione che continua a destare preoccupazione. “Nonostante lo sforzo immane di procura e forze dell’ordine il fenomeno criminale ha ripreso vigore e crea paura”, ha aggiunto.
Stefanazzi ha infine ribadito la volontà di proseguire nella sua azione di denuncia e ha lanciato un appello per un rafforzamento delle misure di sicurezza, in particolare sul piano degli organici e del controllo del territorio. “Io continuerò a denunciare. Credo sia venuto il momento di prendere atto che occorre fare qualcosa di più”, ha concluso.